In viaggio per Natale

In viaggio per Natale

L’Italia più autentica, quella delle tante identità locali, dei borghi, delle piccole e grandi città e delle valli, nel periodo delle feste di fine anno dà il meglio di sé, facendo sfoggio di un’incredibile varietà di tradizioni e appuntamenti. Ma il Natale è anche il momento ideale per allontanarsi dai soliti itinerari e scoprire nuove e suggestive atmosfere. Vi proponiamo un tour tra mete magiche, lontane e vicine.

A Salerno, col naso all’insù
Una spettacolare esposizione tra le strade, le piazze e gli angoli di Salerno, dove la fantasia prende corpo tramite la luce lasciando tutti con il fiato sospeso: giardini incantati, le fiabe più amate, le costellazioni planetarie ed i fenomeni celesti, le suggestioni d’Oriente, le evoluzioni circensi, le vele e il mare rivivono nella creatività e nell’immaginazione di tanti artisti della luce, trasportando i visitatori in un universo incantevole.

foto Massimo Pica foto Massimo Pica

Uno spettacolo di luci, una grande festa, una bella occasione per stare insieme tra familiari ed amici, un segno di speranza ed allegria che rasserena l’anima ed aiuta a guardare con più fiducia al futuro: questa è “Luci d’Artista”, una manifestazione che aiuta, inoltre, a scoprire, o riscoprire, il grande patrimonio storico, ambientale, enogastronomico ed artigianale di Salerno che, negli ultimi mesi dell’anno, diventa una delle mete più attraenti d’Europa.
Cerniera tra la Costa d’Amalfi e la Costiera Cilentana, la città offre un clima suggestivo, un’eccellente cucina ma, soprattutto, la possibililtà di una full immersion tra passato, presente e futuro senza soluzione di continuità.
Il cuore antico pulsa a due passi dalla città contemporanea che ha il suo fulcro nel pedonalizzato Corso Vittorio Emanuele, via dello shopping per antonomasia, con bar e locali a la page che offrono la possibilità di piacevoli soste ai loro tavolini all’aperto.
Una città tutta da scoprire, dalla parte bassa profumata di salsedine, addenntrandosi poi nel gomitolo di stradine che conserva intatto il fascino del passato pur avendo subito, negli ultimi anni, una trasformazione epocale.
www.lucidartista.salerno.it

Una fuga verso caleidoscopiche profondità
Le Isole Seychelles emergono da acque cristalline dalle mille sfumature, quasi come un miraggio nel bel mezzo dell’Oceano e, come si può facilmente immaginare, sono il luogo perfetto per la pratica degli sport acquatici come snorkeling, immersioni, pesca, canoa, vela, windsurf e surf. Attività disponibili praticamente tutto l’anno, quindi anche a Natale, e indipendentemente dall’isola in cui si alloggia: l’estate perenne delle Seychelles, che godono di temperature tra 24º e 30° e si trovano al di fuori della fascia ciclonica, permette di dedicarsi alla scoperta della vivace vita marina che le circonda.

Una straordinaria ricchezza che da sempre ammalia gli appassionati del mare. Dal IX secolo, in cui gli intrepidi marinai arabi hanno navigato per la prima volta nelle acque inesplorate della costa orientale dell’Africa, le acque seychellesi sono state ininterrottamente la meta irrinunciabile di marinai dalle bandiere più diverse. Da mercanti fenici ad avventurieri polinesiani, passando per una flotta cinese, i pirati e i corsari, tutti hanno solcato le acque dell’arcipelago delle Seychelles, lasciando alle proprie spalle solo qualche impronta di passi sulle sabbie argentee e misteriosi racconti di tesori sepolti.
Oggi le Seychelles richiamano un’intera nuova generazione di marinai con le loro acque limpide e gli innumerevoli tesori naturali, che sembrano aver fermato il tempo a quando i primi invasori arabi ebbero il privilegio di ammirare la sorprendente bellezza di queste isole prima di chiunque altro.

www.seychelles.travel

In Egitto sulle orme della Sacra Famiglia
Molti di certo conoscono la storia della fuga della Sacra Famiglia in Egitto, ma pochi hanno vissuto l’esperienza di respirarne le tracce rimaste nei luoghi e nella cultura di questo paese.
Diversi tour operator egiziani e internazionali offrono un tour chiamato solitamente “il tour della Sacra Famiglia” (Holy Family Tour) che, a seconda della durata scelta, seleziona i luoghi che, secondo la tradizione, sono stati visitati dalla Santa Vergine e dal Bambino durante la loro permanenza in terra d’Egitto.
La prima sosta è generalmente nelle rovine dell’antica città egizia di Pelusium, nella penisola del Sinai, 32 km a sud-est di Port Said, dove gli scavi archeologici condotti sul sito hanno riportato alla luce un’antica chiesa, risalente al I secolo d.C. Si prosegue verso Tel Basta (vicino a Zagazig, 80 km a nord-est del Cairo) che, secondo la tradizione, è il luogo in cui Gesù ha fatto scaturire una sorgente d’acqua, e verso il vicino sito di Belbeis, dove la Vergine e il Bambino avrebbero riposato al riparo di un albero, da allora chiamato “l’albero della Vergine Maria”.altayr2
Nella città di Sakha si può ammirare il sito che conserva l’impronta di Gesù impressa in una roccia rimasta nascosta per secoli per timore di furti, riscoperta solamente una quindicina di anni fa. Prima di ripartire, è possibile visitare i monasteri e le chiese di Wadi Natrun, cioè la valle di Natrun, anch’essa luogo di sosta della Sacra Famiglia.
Ci si può, poi, dedicare a seguire il percorso della Sacra Famiglia che, dopo avere lasciato il deserto, decise di dirigersi a Sud, verso la riva orientale del Nilo, a Matariyah e Ain Shams (l’antica Eliopoli) e scoprire Zeitoun (“ulivo” in arabo) dove la Sacra Famiglia si fermò a riposare durante il viaggio verso il Cairo, e più precisamente nell’area dove ora sorge la città vecchia del Cairo, con i suoi tesori della cultura copta.
Si continua in direzione di Minya verso l’Egitto superiore, dove, nei pressi di Gabal el Tair, troneggia un albero di alloro, chiamato “l’adoratore”. La tradizione vuole che quest’albero si inchinò al passaggio di Gesù e, ancora oggi, è incredibile osservare come i rami di questa pianta raffigurino proprio il movimento di adorazione, incurvandosi verso il basso fino a terra, e quindi risalendo di nuovo verso l’alto.

www.egypt.travel
India, dove tutto è possibile
Un Natale tutt’altro che tradizionale, ma non privo di spiritualità, quello che si prospetta per chi desidera visitare il paese in questo periodo dell’anno: un viaggio che è un incontro con una civiltà che risale a quasi 5000 anni fa e che ha saputo preservare tradizioni antiche e radicate. Uno dei luoghi più intricati e più densi di umanità è lo Stato del Rajasthan, culla di storie di Maharaja, regni principeschi e custode dei misteri del deserto di Thar, preserva un’antica tradizione di menestrelli e cantori che ancora girano di villaggio in villaggio riportando alla memoria degli abitanti gli antichi splendori.
Una terra vibrante ed esotica nella quale tradizione e gloria reale si esprimono in un trionfo di colore che rompe la continuità dell’immenso sfondo di sabbia del deserto.download
La bellezza è tutta nelle tante differenti realtà che la compongono, ma che convivono in una globale armonia. Gente, tradizioni, costumi, musica, cucina tutto qui è intrigante, perfino i monumenti, forti inespugnabili, maestose “havelis” (magioni), trasudano cultura e tradizione ed esaltano risorse naturali di assoluta bellezza.
C’è un’aura romantica che pervade il Rajasthan e si percepisce in ogni angolo dello Stato, il che la rende una delle mete più esotiche per i turisti provenienti da tutto il mondo, perchè ha preservato la propria etnicità e uno stile di vita tradizionale che si tramanda nel tempo.
Ne è un esempio Jodhpur, seconda città del Rajasthan e già capitale della regione storica del Marwar, meta turistica irrinunciabile, sia per l’abbondanza di templi e palazzi di interesse storico e artistico, che per l’imponente e maestoso forte di Mehrangarh, capolavoro dell’architettura rajput in pietra calcarea color ocra. Questo edificio fu utilizzato come residenza dai maharaja fino all’inizio del XX sec. e da sei secoli domina la città da un massiccio di 130 metri.
Soprannominata anche “Sun city” per la costante presenza del sole e di tempo sereno (che vista la vicinanza all’area del Deserto di Thar era facile immaginare), ma anche “Blue city” per il gran numero di abitazioni dipinte con tinta blu, Jodphur ha fatto innamorare visitatori da tutto il mondo, tra cui anche Steve McCurry, che ha dedicato alcuni evocativi scatti alle strade di questa località unica e alla magia che le attraversa.
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