Hélène Grimaud e il richiamo (melodico) della foresta

A Santa Cecilia tra musica e lupi
Hélène Grimaud e il richiamo (melodico) della foresta

Dal 19 al 21 febbraio, il debutto di Petr Popelka incontra il pianismo magnetico di Hélène Grimaud. Un programma che trova il suo baricentro tra l’energia del “Thunderbolt” di Martinů e la filosofia di un’artista che ha dedicato la vita alla salvaguardia dei lupi

Non è comune che la carriera di una grande pianista si intrecci con la conservazione delle specie protette, ma per Hélène Grimaud la distinzione tra arte e ambiente non è mai esistita. Se nel 2002 il documentario Living with wolves la mostrava intenta a dialogare con i lupi attraverso un melodico ululato, quella era la manifestazione di un’inquietudine intellettuale che l’ha accompagnata sin da bambina. Grimaud, che i genitori faticavano a contenere tra sport e danza, ha trovato nel pianoforte l’unico “ecosistema” capace di dare ordine alla sua energia. Francese di nascita, il suo legame con gli Stati Uniti si è concretizzato nel 1996 con la fondazione del Wolf Conservation Center a New York, un impegno che l’ha portata a essere oggi una delle figure più autorevoli nell’educazione ambientale e nella salvaguardia di questi mammiferi, convinta che il rischio e la concentrazione necessari per approcciarsi a un predatore selvaggio siano speculari alla ricerca timbrica e sonora che avviene ogni volta che si studia un concerto.

L’appuntamento ceciliano del 19, 20 e 21 febbraio segna l’incontro tra questa interprete magnetica e il talento di Petr Popelka, direttore praghese che sta scalando i vertici della direzione internazionale con una rapidità sorprendente. La parabola di Popelka è singolare: formatosi come compositore, ha trascorso nove anni come Primo Contrabbasso della prestigiosa Staatskapelle di Dresda. Ma proprio durante questo suo periodo all’interno dell’orchestra è nata la sua fascinazione per il podio, portandolo in pochissimo tempo a ricoprire il ruolo di Direttore Principale della Vienna Symphony e della Prague Radio Symphony Orchestra. Il suo debutto a Roma è dunque uno dei momenti più attesi della stagione, l’occasione per testare la solidità di un musicista che ha conosciuto l’orchestra sia vivendola dal suo interno, sia dal podio.

Il programma scelto per questo debutto è un viaggio che sfida confini stilistici. Si parte con il “decollo” sonoro del Thunderbolt P-47 di Martinů, un omaggio all’omonimo aereo da caccia della Seconda Guerra Mondiale, caratterizzato da una distintiva adrenalina ritmica. Si atterra poi a New York con il celebre Concerto in Fa di George Gershwin, dove il pianismo di Grimaud incontrerà le venature jazz e sinfoniche di una partitura densa di quella modernità americana, che l’artista francese ha scelto come sua nuova dimora.

Nella seconda parte, il tono si fa più cupo e drammatico. Popelka guiderà l’Orchestra di Santa Cecilia attraverso il turbine di passione e dannazione di Francesca da Rimini di Čajkovskij, un affresco infernale ispirato ai versi danteschi. La chiusura è invece affidata alla rinascita magica de L’uccello di fuoco di Stravinskij. La suite del 1919, con i suoi colori orchestrali accesi e la sua narrazione fiabesca, siglerà un concerto che promette di rivelare la profonda visione interpretativa di due artisti che vivono la musica come un atto di assoluta libertà.

L’appuntamento è il 19 e 20 febbraio alle ore 20, e sabato 21 febbraio alle ore 18 nella Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica). Per chi desidera calarsi completamente nelle atmosfere di questo programma, venerdì 20 febbraio alle ore 18.30 è previsto un nuovo appuntamento con Spirito Classico. L’incontro, curato da Stefano Zenni e ospitato nello Spazio Risonanze, si configura come un vero e proprio viaggio guidato dietro le quinte della composizione. Sarà un’occasione preziosa per approfondire i brani in programma e scoprire, tra un aneddoto storico e un’analisi tecnica, il contesto in cui questi grandi capolavori hanno visto la luce, il tutto preceduto da un aperitivo che rende l’introduzione all’ascolto un momento di condivisione e convivialità.