Venezia, la musa senza tempo

Se l’arte, che sia la musica, il cinema o l’architettura, appaga la fame dello spirito, non si può dire altrettanto dello stomaco. Per questo, una volta arrivati a Venezia, è bene dedicare del tempo anche a un tour della città che comprenda qualche piccolo peccato di gola. Essendo una città lagunare, il pesce non può mancare sulla tavola dei veneziani. La frittura mista alla veneziana è un must, così come le sarde in saor, le moleche e le masanete, perfette per un aperitivo croccante. E se parliamo di aperitivo, parliamo di bollicine.

Non tutti sanno che la Regina dell’Adriatico è la patria di uno dei cocktail più amati di tutti i tempi: lo spritz. Il nome deriva dal tedesco «Spritzen», ovvero spruzzare, e infatti il drink fu importato nella Serenissima dai soldati austriaci di istanza nella città durante il periodo dell’occupazione. Dopo qualche aggiustamento, ecco qua l’unico e inimitabile spritz veneziano.

Per concludere in dolcezza, dopo ore di file estenuanti tra stand e padiglioni, incontri e proiezioni di film, le “fritole” sono tutto ciò che ci vuole per riprendersi dallo stress della Biennale. Sono molto più che un dolce, sono una colonna portante della cucina veneziana, al punto tale che coloro che le preparavano avevano anche un nome specifico, i “fritoleri”. Perché i veneziani lo sanno, la cucina è una cosa seria. Pur essendo delle frittelle tipicamente di Carnevale, non è difficile trovarle in pasticceria tutto l’anno.

Insomma, a Venezia l’arte viene onorata a 360°, dal red carpet alla cucina, dai celebri monumenti storici agli angoli di natura. Perché mai come durante il periodo della Biennale va rispettata la massima di Giovenale: «mens sana in corpore sano», più o meno.

Beatrice Vecchiarelli