Tutti quanti vogliono fare il jazz

Chiude questo trittico jazzistico estivo uno storico festival made in Italy e conosciuto in tutta Europa: l’Umbria Jazz di Perugia, dal 13 al 22 luglio. La grande apertura della rassegna quest’anno è dedicata alle celebrazioni per gli 85 anni di un’icona di questo genere musicale, Quincy Jones. Il genio “Q” sarà presente a quella che si prospetta come una vera e propria festa di compleanno, più che un semplice spettacolo, circondato da artisti internazionali che hanno avuto l’onore di collaborare con lui, tutti rigorosamente accompagnati dalla Umbria Jazz Orchestra. Impossibile non citare il nome del nostro Paolo Fresu, oltre a Patti Austin, Alfredo Rodriguez e Noa.

Lo standard resta comunque elevato anche nelle serate successive con i concerti di Stefano Bollani, un affezionato del festival, e David Byrne, fondatore dei Talking Heads, e ancora di Mario Biondi, molto caro al pubblico dell’UJ, e dei britannici Massive Attack. Tra i nomi noti spunta qualche esordiente, come Margareth Menezes, sabato 14 luglio, attrice e cantante brasiliana afrobeat, conosciuta altresì per le battaglie condotte contro ogni forma di discriminazione. Questi ultimi saranno tutti ospitati nell’Arena Santa Giuliana.

Una chicca nel programma di questa edizione è “Caravaggianti”, un’opera multimediale fatta di musica, parole e immagini che gravitano attorno alla figura di Caravaggio e i suoi capolavori. La voce narrante è di Stefano Benni, mentre le musiche sono della talentuosa pianista romana Rita Marcotulli. Una produzione sperimentale, in anteprima all’Umbria Jazz, che attraversa il mondo della musica liberamente, passando dall’elettronica al jazz, dalla musica classica alla contemporanea.

A questi appuntamenti vanno aggiunti i concerti gratuiti in Piazza IV Novembre e nei Giardini Carducci, quelli al Teatro Morlacchi, alla Bottega del Vino e alla Galleria Nazionale dell’Umbria.

L’UJ spegne quest’anno la sua 45esima candelina ma, come è noto, non ha avuto vita facile. Fu costretto a chiudere per alcuni anni a causa di problemi organizzativi, per poi tornare in sella con una formula di grande successo che continua a essere premiata sul fronte della qualità e del pubblico. Indiscutibilmente si tratta del più grande evento jazzistico italiano, spodestando il ben più antico Bologna Jazz Festival, fondato nel 1958.

Dunque, amanti del genere, musicisti e spettatori appassionati, il conto alla rovescia sta finalmente per finire. Per tutti gli altri, non cercate di capirlo o analizzarlo, il modo migliore per apprezzare il jazz è lasciarsi andare e “ascoltarlo con i piedi”.

www.montreuxjazzfestival.com

29 giugno – 14 luglio

www.parisjazzfestival.fr

30 giugno – 22 luglio

www.umbriajazz.com

13 – 22 luglio

Beatrice Vecchiarelli