La primavera fa sportiva l’Italia

Quello in partenza il prossimo 4 maggio è un Giro d’Italia che riscopre (e conferma) la sua anima internazionale. In tendenza con le ultime edizioni, che hanno visto le partenze da Danimarca, Paesi Bassi e Irlanda del Nord, i partecipanti di questa edizione taglieranno i nastri dalla lontana Gerusalemme, transiteranno nei due giorni successivi per Haifa, Tel Aviv, Be’er Sheva e Eilat prima di approdare finalmente in Italia. Partenza dalla Sicilia prima di una vera e propria risalita su per lo Stivale, per poi riscendere verso Roma che ospiterà l’ultimo appuntamento il 27 del mese.

C’è grande attesa per le tappe in montagna, per quelle scalate che nel corso della storia del Giro sono diventate leggenda e hanno incoronato i più grandi ciclisti di sempre. Quest’anno ad attendere i quasi 180 corridori (divisi nelle 22 squadre partecipanti) ci sarà la vetta di Campo Imperatore sul Gran Sasso, un “assaggio” di quello che attenderà i ciclisti una volta arrivati nel nord Italia. A delineare la classifica infatti ci penseranno le salite sul Monte Zoncolan e la cronometro di Trento, poi fiato e gambe d’acciaio sulle Alpi occidentali pochi giorni prima dell’arrivo finale a Roma. Nella Capitale si sfreccia in un percorso ripetuto 10 volte tra i Fori Imperiali, via Nazionale, via Sistina, Piazza del Popolo, via del Corso, via del Circo Massimo con il passaggio dalle Terme di Caracalla e dal Colosseo prima dell’arrivo nuovamente ai Fori Imperiali. In questa splendida cornice verrà incoronato il vincitore dell’edizione 2018.

Si parte rincorrendo Tim Dumoulin vincitore della scorsa edizione del Giro, l’olandese classe 1990 deve difendere la maglia rosa conquistata nel 2017 dagli attacchi dei suoi rivali: su tutti il britannico del Team Sky Chris Froome, detentore di 4 Tour de France e con il Giro d’Italia nel mirino. Porta i colori della bandiera italiana il sardo Fabio Aru che, dopo la rinuncia di Nibali, rimane l’atleta più rappresentativo per il Paese.