Il food che fa tendenza

“LA VITA è UNA COMBINAZIONE DI MAGIA E PASTA”

Se ci sono dei prodotti che all’estero ci identificano più di altri questi sono sicuramente la pasta e la pizza. Due alimenti che rappresentano motivi di vanto per il nostro Paese e che incarnano l’identità italiana in tutto il mondo: la parola a Riccardo Felicetti, Presidente dell’Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e Pasta italiane).

La pasta rimane uno dei principali simboli dell’Italia gastronomica nel mondo?

Assolutamente. La pasta è il primo piatto italiano per eccellenza, ed è ambasciatrice della dieta mediterranea che è stata dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco nel 2015. È talmente simbolica, che il suo nome non ha neanche bisogno di essere tradotto, esattamente come per una vera star!

Parlando di grani, recentemente ha dichiarato che il decreto che obbliga a stabilire sull’etichetta l’origine della materia prima è inutile. Ci spiega questo concetto?
La qualità non conosce frontiere e non bisogna confondere l’origine della materia prima con la qualità o con la sicurezza del prodotto. La sicurezza è garantita da stringenti normative comunitarie e da un rigido sistema di controlli nazionali, sia sulla materia prima nazionale, sia su quella importata, cui si aggiungono numerosi autocontrolli dei pastai italiani. La qualità è poi assicurata dai pastai italiani che da sempre producono la migliore pasta al mondo anche grazie alla loro capacità di miscelare i migliori grani presenti sul mercato.

Quello dei prodotti contraffatti è un problema che coinvolge anche questo settore. Quanto teme questo fenomeno e come si può contrastare?

Anche qui c’è un equivoco di fondo: l’origine della materia prima non influisce sul concetto di contraffazione: esiste una legge italiana, chiamata “Legge di Purezza”, che definisce le caratteristiche che deve avere la semola di grano duro per divenire pasta. È il saper fare dei pastai che garantisce la qualità del prodotto. Un prodotto è italiano, per legge, se l’ultima fase della lavorazione avviene in territorio nazionale. Nel caso della pasta, tutto il processo produttivo, anche di molitura del grano duro, avviene in Italia, pertanto non esiste il dubbio di “falso made in Italy”. Altri casi sono quelli di produttori stranieri che utilizzano nomi e/o riferimenti cromatici per far credere ai propri consumatori che si tratti di prodotti italiani. Da decenni chiediamo che le Autorità competenti procedano legalmente contro queste aziende.