Harley Davidson, passione cubana

Il 28 di ottobre del 1492 Cristoforo Colombo scopriva Cuba e su di essa scriveva così: ‘Partito con buon tempo per andare ad una terra molto grande, da tutti loro grandemente stimata, e detta Cuba, la qual giaceva verso mezzodì. Quest’isola di Cuba diede vista di subito d’esser di maggior bontà e qualità che le altre già nominate, così per la bellezza e per le campagne e per la grandezza e lunghezza delle sue coste. Andammo a gettar l’ancora in un grosso fiume di Cuba, dove gli alberi erano molto folti e molto alti, adorni di fiori e frutti, e v’era gran quantità di uccelli con un’amenità incredibile. Cuba è la terra più bella che occhi umani abbiano mai visto.’ Di fronte ad una simile presentazione non si può non rimanere affascinati da Cuba che adesso sonnacchiosa, affascinante è lì, in attesa del cambiamento, di qualcosa che ponga fine ad ad anni di blocco commerciale voluto dagli americani che ha toccato e tocca soprattutto la gente comune. Forse quel qualcosa adesso è giunto sulla scena internazionale ed ha un nome ed un volto carico di promesse e speranze, è il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, Barak Obama.

 

Nell’attesa, la grande isola (infatti molti, erroneamente, pensano sia piccola ma in realtà essa è di gran lunga la maggiore delle Antille, solo in lunghezza è più o meno come la penisola italiana, qualcosa come 1500 km da un capo all’altro) cerca turisti, e guarda, attraverso il buco della serratura di internet, come è il mondo cominciando lentamente ad assaporare qualche piccola ma significativa apertura fatta dal Governo. E nel frattempo però i cubani amano la loro isola, in una maniera esclusiva,fortissima, come nessun abitante al mondo sa amare il proprio paese. L’amore che ogni cubano ha per la propria terra e il carattere estremamente aperto fanno si che su molti progetti che arrivano dall’esterno si crei entusiasmo, simpatia e voglia di portarlo a termine. Così è avvenuto anche per ‘Cuban Harlystas’ il film documentario che racconta la storia affascinante delle Harley d’epoca cubane. Secondo quanto dichiara il Registro Nazionale dei veicoli attualmente a Cuba esistono circa 150 Harley Davidson d’epoca, di queste ben 80 sono perfettamente restaurate e funzionanti. Il primo importatore di queste splendide moto nell’isola fu Luis Breto.

Egli nel 1920 aprì a Santiago de Cuba un negozio che successivamente trasferì all”Avana al numero 314 di calle San Lazaro. In questo periodo accadde un fatto importantissimo per la vita e lo sviluppo delle Harley in quel posto, infatti l’allora presidente Gerardo Machado, decise che le Harley sarebbero diventate le moto ufficiali della polizia cubana. Durante il 1959, anno del trionfo della rivoluzione, e negli anni subito successivi, circolavano per l’isola un migliaio di Harley-Davidson, tra quelle dei rampolli di buona famiglia e quelle utilizzate dall’esercito e dalla polizia. Nel 1962 accadde il grave fatto politico del ‘bloqueo’, gli Stati Uniti infatti decretarono l’embargo economico/commerciale, che ancora oggi è in vigore.

 

Questa decisione ebbe su queste moto due effetti devastanti: in primis divenne impossibile reperire i pezzi di ricambio ed, in secondo luogo fece sì che il Governo cubano cominciasse a considerare queste moto come un simbolo dell’imperialismo americano, e ciò ne portò ad una inevitabile e rapida agonia. Il marchio, la storia,il fascino di queste moto però non morirono, non potevano venir cancellati da un atto politico e fu così che piano piano il mito cominciò a risorgere dalla cenere. Infatti, qualche anno dopo, Josè Lorenzo Cortès, da tutti chiamato con il soprannome di Pepe Millesima, per la millimetrica precisione che poneva nel suo lavoro di meccanico, iniziò a restaurare e rimettere in circolazione queste splendide moto. Nessuno era abile quanto lui nel ricostruire pezzi di ricambio usurati o adattare parti meccaniche provenienti da mezzi inimmaginabili al telaio delle Harley. Ogni volta un vero e proprio miracolo. Il suo esempio venne portato avanti da molti altri appassionati e poco a poco l’incredibile parco storico delle Harley d’epoca di Cuba ricominciò a rivivere.

 

E fu così che a partire dal 1991, esattamente ad un anno dalla sua scomparsa, tutti gli harlisti dell’isola si ritrovano nel monumentale Colon, il cimitero dell’Avana, nella terza domenica di giugno per dargli un tributo celebrando la giornata del ‘Dìa del Motorista Ausente’, il giorno del motociclista assente. Un anno dopo ecco nascere il Mocla, il club a cui prendevano parte tutti i possessori di moto classiche di Cuba. Tra gli obiettivi del club,scambiarsi informazioni, pezzi di ricambio, aiuto ma soprattutto organizzare fantastiche passeggiate sull’isola. Nel corso degli anni il Mocla, attualmente presieduto dal simpatico Luis Enrique , fiero della sua rossa ‘Knucklehead’ha messo in cantiere molte iniziative. Tra queste, due valgono la pena di essere segnalate: la prima è rivolta al sociale, infatti i motociclisti del club dedicano alcune giornate a portare svago ai bambini ricoverati negli ospedali, la seconda è orientata al turismo. Infatti i membri del Mocla organizzano fantastici tour sulll’isola con appassionati che provengono da altri paesi, accompagnandoli con le moto di proprietà o affittando le splendide moto del ‘museo viaggiante di Harley cubane’, un’esperienza unica e rara.

 

D.R.R


Il film documentario

di Guido Giansoldati, prodotto da Vieri Nissim e Francesco Scribani Rossi. Siamo al cimitero dell’Avana, il famoso Calon, nel giorno del motociclista assente ‘Dìa del Motorista Ausente’ iniseme ad un importante numero di motociclisti in sella alle loro rombanti Harley degli anni 40 e 50. Il tributo al mitico Pepe Milèsima di quest’anno è una scultura realizzata con parti di vecchie moto e mentre i motori si scaldano la telecamera inquadra i volti di alcuni di loro, dal presidente del Mocla Luis Enrique, ad Adriana,splendido ed agguerrito avvocato contro un mondo di colleghi maschi per finire con Sobrino, mago della meccanica.

Da lì, in flash-back ce ne fa conoscere nove di questi simpatici bikers. Adriana, che quando è libera dalla sua professione di avvocato,scorazza per l’isola con la sua affascinante H.D.750 rosa fucsia; Sobrino , un allievo di Pepe Milèsima, fiero del suo Trike, un bellissimo triciclo HD a motore, a cui ha dovuto adattare i cerchioni ai pneumatici, restringendoli quando a Cuba si trovavano solo quelli più grandi e riallargandoli oggi. Straordinariamente appassionato di questo mondo, pazzo a tal punto da rinunciare al ‘bombo’ ,la green card per trasferirsi con l’intera famiglia nel sogno degli Stati Uniti. La famiglia nella terra promessa e lui lì, a fianco delle sue motociclette. E poi altri sette bikers, tutti con una storia, un’emozione da raccontare, immagini da mostrare. Ed alla fine quando le storie finiscono e la celebrazione del tributo finisce le moto lasciano il cimitero insieme ad un’ombra di una motocicletta che se ne va, quella del mitico ed intramontabile Pepe Milesìma.

 

Il regista

Guido Giansoldati, è un filmmaker che svolge la sua attività nel settore dell’advertising realizzando spot, videoclip e documentari. Dopo aver diretto molti cortometraggi premiati in festival nazionali ed internazionali , dirige nel 2002 il suo primo lungometraggio ‘Cuba Malabana’, prodotto da GLV e da Bola Productions, che vince, al New York International Film and Video Festival due premi: come miglior film straniero e migliore fotografia. Il film viene invitato al Los Angeles Latino International Film Festival come primo film diretto da un italiano. Viene accolto bene nelle sale cinematografiche in Spagna (con la Sherlock Films) e negli Stati Uniti ( con la 21st Century) nella sua versione in DVD ( diistribuita da Venivision). Diventa una delle black-comedy in lingua spagnoola di maggior successo soprattutto in America Latina.

 

Vedi tutte le foto delle Harley Davidson a Cuba nella nostra fotogallery



C.S.

 

https://www.harley-davidson.com