A Firenze la primavera è tutta in musica

Il Maggio ha commissionato al compositore Adriano Guarnieri “Infinita tenebra di luce”, una nuova opera il cui allestimento verrà realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti e verrà messa in scena al teatro Goldoni.
Dalla nota di Rainer Maria Rilke «Incedi oltre su me, infinita tenebra di luce», nasce la composizione che mette in scena quattro volti immaginari – per raccontare l’interiorità dell’animo umano – che si materializzano e poi scompaiono come immagini surreali. L’opera non segue una trama narrativa e il canto, ora lineare, ora polifonico, è ricco di accensioni musicali e letterarie.
Il 19, 21 e 23 giugno in scena “Il Prigioniero” e i “Quattro pezzi sacri” di Giuseppe Verdi.
“Il Prigioniero” debuttò per la prima volta in assoluto in forma scenica proprio al Festival del Maggio nel 1950, scaturito dalla mente di Luigi Dallapiccola dopo essersi imbattuto nel racconto “La torture par l’espérance”, uno dei Contes cruels di Auguste de Villiers de l’Isle Adam.

“La Dafne” di Marco da Gagliano salirà sul palco il 25, 27 e 29 giugno prima di lasciare lo spazio a un importante anniversario: il 50° dal debutto a Firenze di Riccardo Muti che torna a dirigere al Maggio e salirà sul podio per due recite in forma di concerto: l’11 e il 13 luglio il maestro affronterà Macbeth di Giuseppe Verdi che già lo vide acclamato protagonista al Maggio del 1975. Tra gli attori Luca Salsi, Vittoria Yeo e Francesco Meli.
Sul fronte sinfonico il Festival proporrà numerosi concerti. Tra i cinque dedicati al Ciclo Sostakovic spicca il 24 maggio l’omaggio a Leonard Bernstein e in occasione del centenario dalla nascita verrà eseguita la sua sinfonia n.2 “The age of Anxiety”.
Fabio Luisi il 29 maggio dirigerà “Paulus”, oratorio di Felix Mendelssohn-Bartholdy nata nel 1832 come reazione scandalizzata alle rappresentazioni di Robert le Diable di Meyerbeer.
Infine il 22 giugno – prima degli ultimi due concerti del Ciclo Sostakovic – Zubin Mehta, Direttore Emerito a vita, salirà sul podio alla guida dell’Orchestra del Maggio portando con sé il percussionista Simone Rubino in un concerto con musiche di Peter Eotvos e le parole poetiche di Sandor Weores e Jayadeva, “Speaking Drums” eseguito in modo simile allo Sprechgesang del jazz o delle percussioni tradizionali indiane.
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