Benvenuti a Castle Rock

La storia ruota attorno al personaggio di Henry Deaver, un avvocato difensore, interpretato dall’attore André Holland (Moonlight), che lavora nella prigione di Shawshank, invischiato in un caso piuttosto complicato e misterioso che coinvolge anche un carcerato, a cui dà il volto Bill Skarsgard, il recente e terrorizzante Pennywise cinematografico. Oltre a Skarsgard nel cast ritroviamo altre due conoscenze del buon vecchio King: Sissy Spacek, l’iconica Carrie dell’omonimo film di Brian de Palma del 1976, e Melanie Lynskey, che ha preso parte a “Rose Red”, una miniserie televisiva scritta da King in persona e basata sul romanzo “Il diario di Ellen Rimbauer – La mia vita a Rose Red”.

Completano il cast il mitico Terry O’Quinn, di nuovo in combutta con Abrams a sette anni dalla conclusione di Lost, nel ruolo di Dale Lacy, pilastro della comunità di Castle Rock, insieme agli altri attori principali Scott Glenn (The Leftovers) e Jane Levy (Suburgatory), a cui, quasi in dirittura d’arrivo, si sono affiancati anche l’ottima Allison Tolman di Fargo, l’ex star di Shameless Noel Fisher, ingaggiato per il ruolo di Zalewski, guardia carceraria di Shawshank, e Chosen Jacobs, già visto nel film “It”, chiamato ad interpretare nella serie il figlio di Deaver. Castle Rock ha davvero tutte le carte in regola per trasformarsi in una serie culto, di quelle che rimangono impresse a lungo nell’immaginario collettivo e fungono da pietra miliare per le produzioni successive. D’altro canto, partire dal magma creativo di Stephen King, esplorando temi e mondi dei suoi racconti più celebri e riusciti, significa avventurarsi nell’ambizioso viaggio che porta a una nuova genesi, in cui le strutture e i linguaggi audiovisivi si mettono al servizio della parola scritta per creare un’opera d’arte originale, una saga epica di luce e tenebra che lascia il segno. Non c’è modo migliore di affrontare il terrore se non abbandonandosi alla sua narrazione: un abisso nel cuore boscoso del Maine ci chiama e ci aggancia, risucchiandoci nei meandri delle nostre paure più ataviche. Forza, lasciamoci andare.

Elisabetta Pasca