Vin Diesel di nuovo Fast & Furious

Ve lo immaginate Vin Diesel in una commedia romantica? Ve lo vedete far ridere con battute al fulmicotone, senza che nessuno ci rimetta la pelle? Oppure farsi “stracciare” da una donna? Certamente no. Eppure l’attore, dopo tanta azione, botte, scoppi e una sfilza di morti ammazzati, si darà alla commedia.

Il film prossimo venturo si chiamerà Player’s Rule, è sarà improntato sulla secolare guerra tra sessi. La notizia è di quelle che sulle prime fanno sorridere, ma detta dalla voce suadente di Vin, è certezza. “Cerco di mettermi in gioco. Magari scoprirò di avere un lato romantico…” E’ gioviale il buon Vin Diesel mentre si appresta ad affrontare l’intervista per la presentazione di Fast and Fuorios - Solo parti originali, dove torna a tutti gli effetti a vestire i panni di Dominic Toretto, il delinquente “buono” con la mania delle auto superveloci.

 

Il film promette adrenalina dalla prima all’ultima scena che non deluderà i fans della serie. “Ho fatto passare otto anni per rimettermi al volante di una macchina truccata, perché volevo che il mio personaggio in questo tempo si fosse evoluto”. Effettivamente questo è in fondo il vero sequel di quel Fast and Furios, cult-movie che tanto dannò i critici e i ben pensati in quanto essere una pellicola negativa per l’emulazione che essa poteva generare. Ma se emulazione c’è stata non è certamente colpa degli attori o della produzione. “Di dementi sulle strade ce ne sono tanti… il nostro è solo un film d’azione”. E’ serio mentre sottolinea il suo punto di vista. Non è solo un icona dei film d’azione, ma anche un uomo con la testa sulle spalle. Lo si era capito fin dall’inizio della sua carriera battezzata da Steven Spielberg che per lui scrisse il ruolo del soldato Caparzo ne “Salvate il soldato Ryan”.

 

Il grande regista si accorse di lui dopo averlo visto in Multi-Faccial, un corto da lui prodotto e diretto, nel quale con grande ironia trattava le esperienze e le difficoltà di un attore (come lui metà afroamericano e metà italoamericano) che cerca lavoro. Da quel momento in poi si è fatto un nome, diventando un attore tutto d’un pezzo, vera emblema di un cinema molto “vigoroso” e coatto. Ma è anche un vero manager di se stesso. Sfruttando il suo nome e il successo dei suoi film ha creato la Ticon Studios, una casa di videogiochi con la quale ha lanciato sul mercato due versioni di Chronicles of Riddick (tratti da Pitch Black, il film che l’ha lanciato nell’olimpo hollywoodiano). Nonostante abbia una cattiva reputazione presso gli studious, nel prossimo futuro, oltre alla commedia dell’incipit, ha in cantiere il sequel de xXx, e la regia e l’interpretazione di “Hannibal the Conqueror”. Per questa pellicola inseguita da anni, il buon Vin sta creando un videogioco che dovrebbe uscirà in contemporanea al film e che si intitolerà Barca B.C. Altro che coatto…

 

Ma da dove deriva la sua nomea di rompiscatole?

Dicono che ho un brutto carattere perché non mi sono mai fatto corrompere da Hollywood. Spesso dico di no a molti ruoli che mi offrono. E’ stato Tom Hanks a farmelo notare sul set de “Il Soldato Ryan”. Mi disse che la cosa più difficile ed importante in questo mestiere è saper dire di no, perché molti si arrabbiano. Ha sfondato una porta aperta in quanto, dato che ho fatto teatro da ragazzo, ho sempre ritenuto che il cinema sia emozione. E le emozioni non si possono comperare.

 

Per i suoi film tutt’azione lei è diventato personaggio cult. Ma i suoi modelli chi sono?

Non faccio mistero nel dire che sono cresciuto con i film di Sylvester Stallone e Schwarznegger. Ma è pur vero che i miei modelli sono anteriori. Marlon Brando, ad esempio. Tengo a precisare che non sono interessato a creare un personaggio etichetta. Ho sempre lavorato cercando di dare spessore e coerenza ai ruoli che ricopro. Questo è uno dei motivi per cui ho aspettato otto anni per tornare a lavorare a Fast and Furios. Non mi piacciono i sequel affrettati, nati sull’onda del successo al botteghino. Spesso sono delle cavolate pazzesche. Ripenso a quando da ragazzino andavo a vedere film con un eroe importante. Ritornavo a casa e mi sentivo più forte, in grado di affrontare il mondo esterno in maniera migliore. Questa è la sensazione che spero di poter dare al mio pubblico.

 

Lei infatti è identificato come l’eroe senza paura…

Si perché nei film mi permetto cose che nella realtà sarebbero impossibili. Piaccio ad una fetta di pubblico perché si identificano con il personaggio capace di vincere qualsiasi avversità. Ma Vin Diesel è tutt’altro.

 

Ad esempio?

Un uomo che è riuscito a fare del suo hobby un lavoro, che poi è il successo della vita. Far diventare quello che ami una professione.

 

Lei è appassionato e produttore di videogames. Qual è la sua prossima mossa in questo campo?

Sono impegnatissimo a realizzare Barca B.C., un gioco ambientato durante le guerre puniche. Mi sono accorto però che è molto impegnativo, in quanto questi giochi multiplayer richiedono molti anni di lavoro. Bisogna creare un mondo e gestirlo quotidianamente. All’inizio mi vergognavo di parlare di questa mia passione ludica. Nel mondo hollywoodiano vieni visto come un alieno. Poi ho saputo che anche Steven Spielberg è un appassionato di videogames, e quindi non avendo più timori ho iniziato perfino a produrli.

 

Ha detto che ha atteso otto anni prima di tornare a recitare in Fast and Furious, ma lei di quest’ultimo film ha diretto una sorta di prequel…

Si, si chiama “Los Bandoleros”, ed è ispirato alla canzone che si sente durante il mio cammeo in Fast and Furious: Tokyo Drift. Volevo sperimentare un modo diverso per dare più caratterizzazione ai personaggi di Dominic Toretto e Letty (Michelle Rodriquez). E’ un corto non d’azione e narra gli eventi precedenti della scena iniziale di questo ultimo film. Dovrebbe essere inserito tra gli extra del DVD, ma non si sa se troverà spazio. Gli studios di solito non finanziano i corti indipendenti. Soprattutto questo che non è stato fatto per per guadagnare, ma per dare più spessore ai personaggi.

 

Anche questo Fast and Furious, con molta probabilità sarà un successo. Crede che ci sarà un ulteriore episodio della saga?

Essendo il vero sequel del primo, è forse il più affascinante. Il secondo ed il terzo erano molto diversi. Quasi dei film a parte. Con questo penso che la serie sia davvero finita. Anche perché si cercherà di ridefinire il franchising del film. Per una scelta la Universal Pictures non ha dato nessuna numerazione al titolo. Forse potrebbe essere il primo di una nuova trilogia, un po’ come è accaduto con Batman.

 

Ma con sincerità, davvero interpreterà un ruolo romantico?

Si. Sono molto contento di dover affrontare questo ruolo. E’ una sfida che inseguivo da tempo. Un po’ come accadde con Operazione Tata, che feci solo per dimostrare a mia nonna che potevo togliermi da dosso quella fama da duro che a lei non piaceva molto. Adesso sono un duro che viene messo al tappeto da una donna… Il problema è che non potrò farne un videogame!

 

Roberto Leggio

 

(Nella foto Vin Diesel)