Una storia fatta di seta

C’è un sottile quanto indissolubile filo che attraversa il tempo e lo spazio, un sottile filo che lega la Cina imperiale avanti Cristo alla Firenze dei Medici, la Firenze dei Medici a quella contemporanea, e che collega un’antica sovrana orientale a un imprenditore italiano passando per il genio di Leonardo da Vinci. Questo sottile filo, di colore rosso, in questa circostanza è di un preciso materiale: la seta. Sembrerà strano accomunare terre e personaggi così lontani, terre così distanti e culture tanto diverse solamente attraverso un sottile filo di seta, ma è proprio questo materiale al centro della nostra storia. Una storia che inizia nel XXVIII secolo a.C. grazie a un’imperatrice cinese che scoprì quasi per caso questo materiale. La leggenda narra infatti che, accarezzando un bruco, si ritrovò il dito ricoperto da filamenti di seta e, apprezzandone il materiale e la consistenza, decise di dedicarsi alla produzione e lavorazione della stessa. È questa idealmente la prima tappa della nostra storia, il primo passo nel nostro viaggio lungo la via verso Firenze. La via della seta, appunto.

Il centro fiorentino, migliaia di anni dopo, sarebbe infatti diventato un importante polo di lavorazione e colorazione della seta, tanto che da tutta Europa e Asia arrivavano tessuti pronti a essere lavorati. Il genio di Leonardo entra quasi per caso in questa storia, perché il vinciano nel 1500 progettò un macchinario realizzato, però, solamente due secoli dopo. Un macchinario che non solo è ancora intatto, ma che lavora a pieno regime in una struttura fiorentina che definire fabbrica può apparire riduttivo. È infatti molto di più, è un vero museo in cui sono custoditi macchinari e telai storici, che portano le firme di grandi inventori del passato. Su tutti, appunto, è posto l’autografo di Leonardo da Vinci. Ed ecco che questo filo rosso di seta ci conduce dalla Cina di oltre 3000 anni fa ai giorni d’oggi, perché in questa fabbrica/museo ancora si tesse e lavora questo materiale. Ci troviamo in via Lorenzo Bartolini, nel cuore della città e a due passi dall’Arno, nell’Antico Setificio Fiorentino.

Un’eccellenza mondiale, che reincarna l’eredità concreta e ancora attiva della gloriosa arte della seta. A metà tra una fabbrica e un museo, una realtà che rappresenta un trait d’union tra la Firenze leonardiana e quella attuale. L’Antico Setificio Fiorentino fu fondato infatti nel 1786, fa uso di molti strumenti originali ed è l’unica fabbrica di seta sopravvissuta in città. Ogni mattina, da quel lontano 1786, vengono aperti i pesanti cancelli del setificio, spalancando le porte a un vero e proprio viaggio nel tempo sia per i dipendenti che creano i sontuosi tessuti fiorentini, che per i visitatori, che qui possono ammirare telai antichi e storici che portano la firma di grandi inventori. Tra tutti, come detto, quella illustre di Leonardo da Vinci. Il cuore della fabbrica è infatti il macchinario progettato dal vinciano e realizzato solamente dopo 200 anni. Un macchinario che, a distanza di oltre due secoli, non dà ancora segni di cedimento, dimostrando tutta la volontà di non andarsene in pensione. Negli ultimi secoli, l’Antico Setificio Fiorentino ha partecipato a restauri di prestigio come il Palazzo Reale di Danimarca a Copenaghen, il Castello Reale di Svezia a Stoccolma e il Palazzo del Cremlino a Mosca, esportando l’eccellenza dell’artigianato italiano in numerosi manieri aristocratici sparsi nel mondo.

L’aver reso, poi, il setificio anche un museo rientra in un piano ben preciso: non smarrire, e se possibile recuperare e condividere, quel patrimonio di manualità tipicamente italiano che l’Antico Setificio Fiorentino rappresenta e porta in dote. Per questo, con cadenza mensile, la fabbrica accoglie scolaresche e gruppi turistici che visitano la struttura senza interferire con la produzione. Per rivivere, in piccola parte, quella Firenze che fu dei Medici e che resiste nella società di oggi: quella dello sviluppo tecnologico, dell’elettronica, dell’interconnessione.

Il setificio, rilanciato nel 2010 dall’azienda di moda Stefano Ricci, si è assicurato una seconda rinascita, offrendo tessuti e stoffe di prima qualità a facoltosi clienti italiani e internazionali che hanno riscoperto la bellezza di un materiale pregiato, lavorato seguendo antichi, ma non per questo superati, trattamenti.

 

Antico Setificio Fiorentino

Via Bartolini, 4

Firenze

Per info e prenotazione visite

055/213861

www.anticosetificiofiorentino.com

Per le foto si ringrazia l’ufficio stampa dell’Antico Setificio Fiorentino