Tutti in Riga

I Paesi Baltici sono luoghi meravigliosi, pieni di cultura, storia, folklore e tradizioni. Così simili, ma allo stesso tempo così diversi. Fare una capatina in queste terre è, senza alcun dubbio, una bella esperienza, sempre.

I Paesi Baltici hanno un effetto sull’uomo alquanto bizzarro: man  mano che si procede verso sud, si è sempre più tentati di restare per ammirare le meraviglie che compongono le varie città: un vero climax di bellezza. Per estensione, la seconda città dell’area baltica è la capitale della Lettonia, Riga. È uno dei centri più estesi e densi del Nord Europa, con una popolazione di circa 800mila abitanti, e, dalla caduta del comunismo, è stata investita da un’onda di sviluppo difficilmente paragonabile a qualsiasi altro paese europeo. “Due o tre giorni”,”primavera inoltrata” o “inizio autunno” costituiscono i periodi perfetti per poter ammirare Riga in tutti i suoi aspetti.

Come per Tallinn, della quale vi avevo parlato qualche numero fa, impossibile non iniziare la scoperta di Riga attraverso la città vecchia: Riga Vecchia, o Vecriga in lettone, è uno dei due centri storici della città. Riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO riesce a catapultare il visitatore in un tempo a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, tempo in cui la Lettonia deteneva il titolo di superpotenza commerciale del Nord Europa. All’interno della città vecchia possiamo trovare la Piazza del Municipio e la Piazza del Duomo: nonostante la prima sia la più importante, in quanto ospita il Municipio e altri luoghi di interesse come la Sinagoga, è la piazza del Duomo, dove tutte le stradine e tutti i vicoletti intrecciati in un fittissimo dedalo fanno capo, la vera attrazione della zona. Costruito nel 1211 e consacrato con rito cattolico nel 1226, il Duomo ad oggi è la costruzione protestante più importante dell’area baltica. Curiosità: la torre con la guglia è il simbolo della città e l’organo al suo interno viene annoverato tra i migliori al mondo.

Dalla Piazza, precisamente di fronte al Duomo stesso, partono alcuni dei free tour della città vecchia. E finiscono davanti al Monumento alla Libertà, raffigurata da una donna chiamata Milda, posta su una colonna alta circa 40 metri. Milda tiene tra le sue mani tre stelle, simbolo delle tre regioni storiche della Lettonia: Latgola, Vidzeme e Urzeme. Ad oggi è usato come punto di riferimento tra i giovani lettoni per appuntamenti e incontri. Il monumento gode di una posizione invidiabile in quanto è collocato al centro di un parco con una distesa infinita di verde chiamato Esplanade, che divide la città vecchia dal quartiere del Centrs. Proprio di fronte al monumento partono free tour della città vecchia, ma sappiamo tutti che è meglio lasciare il meglio alla fine.

Se volete viaggiare come Marty e Doc Brown andando avanti veloce fino agli anni ’80 il quartiere russo, o la Piccola Mosca, è quello che fa al caso vostro. Abitato sempre e solo da russi le parole d’ordine sono soviet, austerità e decadenza, senza però togliere mai spazio a localini la cui cucina rispecchia tradizione e autenticità. In questo quartiere potete trovare mercatini delle pulci e il Mercato Centrale costituito da ben cinque hangar dove venivano un tempo costruiti dirigibili. Se volete lasciarvi avvolgere dall’atmosfera della vita lettone cercando di comprare e mangiare come un autoctono, beh, non esiste posto migliore.

Un altro posto che merita una visita è senza dubbio la biblioteca nazionale, fornitissima e dall’architettura interna stupenda, e dal cui ultimo piano è possibile avere una vista panoramica della città.

Ed eccoci arrivati al cibo: se siete in Lettonia non potete non mangiare il pane nero (ogni Repubblica baltica reclamerà la paternità di tale prodotto) sempre presente in tutte le tavole. Le basi della cucina lettone poggiano su elementi quali pesce, soprattutto persici, aringhe e salmoni, barbabietole, carne affumicata, soprattutto pollame, suini e bovini, sottaceti e la panna acida o smetana, il “prezzemolo” lettone. La colazione tipica prevede ad esempio aringhe fritte con pane nero o speka piradzini, involtini di pane con pancetta e cipolle. Tra il resto delle pietanze possiamo trovare i pelmeni, a metà tra tortelli e ravioli russi, sempre accompagnati dall’immancabile panna acida; tra le zuppe troviamo la skabputra al primo posto, costituita da orzo e panna acida, e la borsch, di provenienza russa, preparata con le barbabietole. Se cercate emozioni forti ed esplosioni di sapori dovete assolutamente provare la rasols, “un’insalata” che comprende al suo interno piselli, patate, carote e salsicce, il tutto amalgamato con una valanga di maionese, oppure un più classico spezzatino con le patate.

Ma con cosa accompagniamo tutto questo ben di Dio? La risposta è semplice: birra. Riga è stracolma di microbirrerie produttrici di gelate e setose birre artigianali. A tavola però la regola d’oro è chiudere il pasto con il Balsam, un liquore di erbe e bacche molto potente.

Se avete un fine settimana libero non esitate, conoscete già la destinazione.

 

Davide Terranova