Tutti amano Kimmy Schmidt

La serie di Kimmy piace per il suo umorismo a tratti surreale e per l’intelligenza con cui tratteggia la figura di una ex vittima, emancipandola dal ruolo di soggetto da compatire per trasformarla in una donna alla ricerca del proprio posto nel mondo, armata di volontà e voglia di accrescere la propria consapevolezza e sperimentare i propri mezzi. Robert Carlock, co-showrunner della serie, autore anche del successo di 30 Rock, ha sottolineato non a caso che la scrittura di questa stagione è stata inevitabilmente influenzata dal movimento #MeToo. “Il movimento #MeToo e l’ondata di accuse di molestie sessuali sono molto presenti, specialmente nella prima parte della stagione. Kimmy si confronterà con varie situazioni sul posto di lavoro. È la prima volta che si trova in un posto di lavoro, e questo cambia le regole. Quel movimento, che se ne parli espressamente o meno, è molto presente nel modo in cui Kimmy guarda il mondo, parliamo di qualcuno che rappresenta la liberazione da quanto avvenuto e la speranza che non sia troppo tardi per le altre persone.” Le aspettative sono altissime dunque, anche da parte di tutta la comunità LGBT, che ha inserito di diritto il personaggio di Titus nell’Olimpo dei beniamini. Perciò, in attesa del 30 maggio, non ci resta che brindare con un buon Pinot Noir.