Tra genio e sregolatezza

Il fondatore della famosa azienda GURU si racconta e svela tutti i retroscena della sua fulminea ascesa al successo

 
Dopo vari eccessi e vicissitudini sia giudiziarie sia legate alla droga, Matteo Cambi riparte da zero con un libro che s’intitola ‘‘Margherita di spine’’. 
Il libro tratta dell’ascesa e della caduta del fondatore del marchio Guru -la margherita più famosa della moda- la sua vita costellata dal grande successo imprenditoriale, che gli aprì le porte di un mondo patinato, spesso fatto di lussi ed abusi, e che presto si rivelò una lama a doppio taglio. 
 
Le sue magliette con la margherita stilizzata divennero un vero must-have per tutti i giovani, tant’è che nel 2003 ne vendette più di tre milioni e ciò gli permise di aggiudicarsi il premio ‘‘Giovane imprenditore della moda’’ nel 2005.
Ma, a fianco dei suoi successi, cominciarono ad imporsi i suoi vizi, in primis la dipendenza da cocaina che lo portò più volte a disintossicarsi, così come le spese pazze che pian piano lo fecero precipitare in un baratro che culminò nell’arresto nel 2008 e nella condanna a quattro anni per bancarotta fraudolenta, pena estinta nel febbraio 2016. 
Dopo l’uscita dal carcere l’imprenditore vuole solamente riprendere in mano la sua vita chiudendo in un cassetto il suo burrascoso passato. Nel suo libro uscito il 9 febbraio 2016 (casa editrice Mondadori) e scritto in collaborazione con il giornalista Gabriele Parpiglia, Cambi ripercorre passo dopo passo la sua vita e si racconta senza remore. Parla di come esistenza lavorativa e personale si fossero unite in un’unica entità, “regolata” esclusivamente da soldi, belle donne, ville, yacht e droga, una crescita esponenziale dell’azienda con fatturati sempre fruttuosi fino al declino e al crollo definitivo. 
Un’ attività imprenditoriale iniziata, tuttavia, sotto una buona stella, quando, nel 1999, con la registrazione del marchio GURU, comincia a diffondere i propri prodotti ad eventi mondani in cui presenziavano quei personaggi celebri che contribuirono al successo e alla popolarità del marchio. La nascita di una linea destinata agli adolescenti -Guru Gang- e una ai bambini –Guru Baby Gang- e la sponsorship per Renault. 
Tuttavia, più crescevano le entrate, più si alimentavano gli sprechi, come un inarrestabile buco nero pronto a inghiottire qualsiasi guadagno, fino al fallimento e alla bancarotta della società, con un debito milionario culminato nell’ arresto e in una condanna pesantissima. 
Arrivato al punto di non essere più in grado d’intendere nè volere a causa dell’eccessivo uso di alcool e cocaina, Cambi avrebbe speso una vera fortuna in stupefacenti e soprattutto per un lungo periodo non è riuscito ad occuparsi lucidamente degli affari della sua azienda portandola al tracollo.
Oggi il rischio di essere annientato da una vita di eccessi, dopo la disintossicazione e la pena scontata in carcere, sembra lontano, mentre si avvicina la possibilità di una vita normale, che ricomincia dalla famiglia e dal volontariato (è il primo soccorritore all’Assistenza Pubblica di Parma). Ma Matteo non abbandona il mondo della moda, infatti, adesso è consulente esterno di Guru, azienda ceduta nel 2008 per 30 milioni di euro alla Bombay Rayon Fashion, colosso indiano nella produzione dell’abbigliamento, e presto lo vedremo nella nuova edizione de ‘‘L’Isola dei Famosi’’, e chi lo sa se tornerà con qualche nuovo progetto imprenditoriale sempre legato al fashion, ma magari con fini sociali, data la nuova svolta subita dalla sua vita.
 
 
Federica Bonetti