Rosa Grand, il nuovo gioiello Starhotels

Nel cuore di Milano è “rinata” una stella. La già comprovata e riconosciuta eccellenza dell’hotellerie milanese punta al sublime con l’hotel Rosa Grand. Così ribattezzata la storica struttura di Piazza Fontana che, con la nuova ala, restituisce alla città un angolo di grande significato dopo 4 anni di cantiere. “La facciata è semplice, neutrale, misurata; ricuce uno spazio lacerato non approfittando della ferita ma suturandola con rispetto e prudenza, come se non fosse un inserimento nuovo, ma un intelligente recupero architettonico e urbanistico” così si è espresso il critico Vittorio Sgarbi apprezzando il valore architettonico degli esterni in marmo bianco Montorfano, con rifiniture in cotto e in granito rosa di Baveno, lo stesso utilizzato per il Duomo di Milano. Il tetto tra il cotto e il marmo bianco sembra proseguire l’estetica della facciata.

 

Il Rosa Grand eccelle anche nei numeri grazie alle sue 7 sale meeting, 2 ristoranti e 2 bar. 26.150 metri quadrati di spazi. Delle 327 camere, 7 sono suites e 16 junior suites all’insegna della cura per il dettaglio, ognuna con doccia rivestita con mosaici, vasca con idromassaggio e cromoterapia.
Un tocco di delicatezza viene aggiunto da primi piani e dettagli di rose catturati dalla polaroid di Maurizio Galimberti. L’investimento per l’intera opera ammonta a 57 milioni di euro.

 

Elisabetta Fabri, A.D. e vice presidente dello Starhotels ha dimostrato ancora una volta tutta la passione che dedica al suo lavoro dando così continuità al consolidato prestigio internazionale  della catena, tra le poche a mantenere nella stessa famiglia sia gestione che proprietà.
La luce è l’elemento privilegiato, penetra imperiosa nell’ampia lobby accolta in ogni sua potenzialità grazie alla copertura in vetro curvo e lamine d’acciaio incrociate che creano suggestive sensazioni al tramonto.

 

Equilibrio e misura dominano gli spazi interni conferendo un’aura quasi naturale alle forme semplici e squadrate che continuano, modificandosi, la fisionomia esterna. La struttura ridefinisce la propria identità rendendosi così disponibile non solo al turismo d’ affari o congressuale ma anche ad un tipo di clientela colta e raffinata, che cerca, di fianco al lusso, cultura e servizi di accoglienza raffinati.

 

Non si può non restare coinvolti nelle trame stilistiche che si snodano e si differenziano a seconda dei vari luoghi interpretando la funzione di ciascuno. Il ristorante “Roses” per esempio, vero fiore all’occhiello, si articola in una serie di salette private che realizzano, insieme a tendaggi tortora e rosa, una compiuta intimità.

 

Grandi lampade in leggero tessuto e forme morbide definiscono l’ingresso da via Beccaria. L’interior desingn Andrea Auletta ha realizzato un’attenta scelta cromatica degli elementi decorativi partendo dalla base oro e spostandosi alla pelle scura delle grandi banquette. L’atmosfera Viene inoltre impreziosita dalle “trappole di luce”, 5 installazioni luminose realizzate da Fabrizio Corneli, intitolate Rosa Rosae, esaltate dallo studio distributivo delle luci dell’architetto Jan Van Lierde.

 

L’elemento costante di tutto l’albergo è l’uso di pavimenti in seminato che lascia il posto negli ambienti più riservati a pregiato rovere in grandi listoni. L’accuratezza dell’arredo è espressa in ogni luogo atto ad accogliere un qualsiasi momento della giornata: a colazione si può scegliere l’esclusivo bar ristorante Tar, il primo “business Breackfast” della città. Il Longe & Grand bar, invece, sarà l’ideale per fare una pausa, per leggere un buon libro e degustare un buon vino o semplicemente ascoltare musica jazz all’ora dell’aperitivo.

 

Marco Piras

 

www.starhotels.com