?Ritratto d ?artista ? Elisabetta Terabust

 

La danza rende omaggio a Elisabetta Terabust, con una serata nella quale svariati danzatori si prodigheranno in suo onore. Interpreti sul palco di Villa Pamphilj di Roma étoiles della danza italiana e internazionale: Joaquin De Luz e Ana Sophia Scheller del New York City Ballet, Susanne Grinder e Marcin Kupinsky del Royal Danish Ballet, Letizia Giuliani e Alessandro Riga del MaggioDanza, Alessio Carbone dell’Opera de Paris, Emanuela Montanari del Teatro alla Scala di Milano e l’étoile internazionale Luigi Bonino. Inoltre un video realizzato da Massimiliano Siccardi propone i filmati di alcune interpretazioni che questa stupenda ballerina ha sostenuto nella sua luminosa carriera.

La sua storia e il suo successo sono fulminanti. Elisabetta studia alla scuola di ballo nel Teatro dell’Opera di Roma e giovanissima nel 1972 diviene étoile. Sono sufficienti solo pochi mesi sul palcoscenico dell’Opera e poi Elisabetta prende il volo per l’estero, in special modo viene molto stimata dal London Festival Ballet dove ha modo di farsi apprezzare da coreografi di primo piano. L’incontro con Roland Petit è fondamentale, per lei Petit crea uno speciale Schiaccianoci e le fa interpretare i ruoli più significativi dei suoi balletti di repertorio. Inoltre per parecchio tempo fa coppia fissa con Peter Schaufuss, interessantissimo danzatore danese con il quale raggiunge grandi successi, fra l’altro, con Napoli e La Sylphide e, imbattibili, nello stile Bournonville.
Significativo e intenso anche il suo rapporto con il coreografo Amedeo Amodio e l’Aterballetto: struggente la sua interpretazione di Romeo e Giulietta.
 

Ma è giusto anche ricordare che la Terabust è stata fra le partner più apprezzate da spettacolari ballerini quali Rudolf Nureyev, Erik Brun, Michail Barysnikov, Patrik Dupond, Paolo Bortoluzzi.
Moltissimi gli amici e i fan che hanno assicurato la loro presenza per brindare calorosamente con la festeggiata.
Il Festival si concluderà martedì 31 luglio con “Serata Spellbound”, una coreografia di Mauro Astolfi.