India. La forza della meditazione e del benessere

India. La forza della meditazione e del benessere

L’India è da sempre in grado di compiere una magia sotto gli occhi attoniti del viaggiatore, una magia che lo costringe a tornare più e più volte, nel vano tentativo di esaurirne la conoscenza. Non a caso è il paese dai mille volti, quello della calda accoglienza, della civiltà millenaria, della storia dell’uomo, dei colori, del ritmo, dello yoga.

Le vacanze, si sa, hanno lo straordinario potere di corroborare corpo e anima e di arricchirci ogni volta con esperienze uniche. Ma è anche vero che bastano pochi minuti nella routine quotidiana che quegli effetti distensivi sembrano già essere del tutto svaniti. Allora perché non concedersi un benessere duraturo e autentico, da portare con sé anche una volta tornati a casa?

Esistono luoghi che, oltre ad essere veri e propri paradisi tropicali, mantengono forti tradizioni culturali dedicate proprio alla salute dell’individuo. Anzi, non si può parlare semplicemente di luoghi, ma di scenari di indimenticabili esperienze, tra i miti di una civiltà che ha saputo preservare tradizioni radicate e pratiche sempre più apprezzate e diffuse per rivitalizzare il fisico e l’anima.

Con la sua atmosfera sovraccarica di spiritualità, l’India è uno dei luoghi più intricati e più densi di umanità in tutto il nostro pianeta. La leggenda racconta che una dea guerriera, Bhadrakali, generata dal terzo occhio del dio Shiva, dopo aver sconfitto il temibile demone Darikan, ricevette dal dio onnipotente il compito di scegliere un luogo sulla terra dove stabilirsi e vegliare sul genere umano. Bhadrakali, scelse senza esitazioni il Kerala, nella parte meridionale dell’India. Ed è ancora un’altra leggenda a raccontarci le origini della pratica dello yoga.

1078Il primo ad acquisire i segreti dello yoga fu un pesce, che, trovandosi a nuotare vicino a una caverna, nell’Oceano Indiano, rimase incantato dalla voce del dio Shiva, l’inventore dello yoga, che illustrava alla sua sposa Parvati le posizioni da lui create e destinate ad essere praticate dagli dei. Parvati si era innamorata di lui proprio osservandolo mentre meditava e praticava lo yoga ed era desiderosa di apprendere tutti i segreti della disciplina. Ascoltando questi insegnamenti il pesce si tramutò in un uomo e, da quel momento, divenuto Matsyendra (che in sanscrito significa “pesce fatto uomo” o “signore dei pesci”) tramandò agli uomini le tecniche ascoltate dal dio Shiva, divenendo il primo maestro di yoga (yogin): la narrazione evidenzia le trasformazioni fondamentali che l’uomo può produrre su di sé beneficiando della pratica yoga, grazie alla quale può esaltare a pieno le proprie qualità umane (trasformandosi in un vero uomo). Infatti il termine yoga deriva dal sanscrito “yuj”, che sta a significare “congiungere”, “unire”; secondo la filosofia tradizionale, grazie allo yoga, l’anima individuale (o jîvâtman) si ricongiunge con l’anima universale e divina (o paramâtman), l’uomo è perciò destinato a sentirsi parte di una più vasta e completa entità.

Mitologia a parte, non va dimenticato che, prima di essere un complesso sistema filosofico – che ha tra i 3.000 e i 6.000 anni di vita – lo yoga è, soprattutto, una scienza, le cui nozioni sono fondate su esperienze, esperimenti e tecniche tramandate da mistici, santi, e dai saggi scritti sull’argomento.

Pur essendo stata spesso (erroneamente) associata alle tradizioni religiose, quella dello yoga è tra le discipline maggiormente conosciute e stimate a livello mondiale e attualmente in India, vengono organizzate lezioni di yoga gratuite per i dipendenti pubblici, quasi tutti gli spazi verdi sono giornalmente invasi da chi pratica la disciplina, considerata, dai più, il modo migliore per iniziare la giornata.

Una giornata per lo yoga

India’s Prime Minister Narendra Modi performs yoga with others during a yoga camp to mark the International Day of Yoga, in New Delhi, India, June 21, 2015. REUTERS/Adnan Abidi      TPX IMAGES OF THE DAY      - RTX1HFBE India’s Prime Minister Narendra Modi performs yoga with others during a yoga camp to mark the International Day of Yoga, in New Delhi, India, June 21, 2015.

“Lo Yoga è un dono di inestimabile valore tramandato nell’antica tradizione indiana. Incarna l’unità di mente e corpo, pensiero e azione, moderazione e appagamento, armonia tra uomo e natura, un approccio olistico alla salute e al benessere. Non si tratta di puro esercizio, ma di scoprire il senso di unità con noi stessi, con il mondo e con la natura. Cambiando stile di vita e creando consapevolezza, può aiutarci ad affrontare perfino i cambiamenti climatici”.
Con queste parole il Primo Ministro Indiano Narendra Modi si è rivolto nel settembre 2014 alla 69ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, approfondendo gli aspetti olistici dello Yoga ed esortando la comunità globale a istituire una Giornata Internazionale dello Yoga, giornata dedicata a quest’antica disciplina dai molteplici benefici. 175 Nazioni, comprese Stati Uniti, Canada e Cina, hanno sostenuto l’iniziativa indiana, facendo registrare il più alto numero di supporters per una simile candidatura.

677Così la Giornata Internazionale dello Yoga è stata celebrata per la prima volta il 21 giugno 2015, giorno del solstizio d’estate. Quel giorno, milioni di persone in India e in tutto il mondo hanno preso parte alle celebrazioni del primo ‘IDY’. Due sono stati i primati mondiali stabiliti dall’India in quell’occasione: la più ampia sessione di Yoga mai organizzata, con 35.985 partecipanti, e il maggior numero di nazioni diverse (84) intervenute nella medesima sessione.

Abbiamo parlato di questa speciale occasione con il Direttore dell’Ente del Turismo Indiano in Italia Chilka Gangadhar che ci ha spiegato l’essenza e l’importanza dell’iniziativa.

Ci stiamo avvicinando all’International Yoga Day, un’occasione molto importante per celebrare lo yoga. Ma che ruolo gioca nel turismo indiano e per il turismo italiano verso l’India?

Mi lasci dire che dallo yoga è derivato il mondo, come lo conosciamo oggi, il che dà ancora più valore al fatto che questo abbia le sue radici in India, da dove si è poi diffuso in tutto il mondo. Anche quest’anno non potremo fare a meno di celebrare questo evento fondamentale nella vita di ogni indiano e di chiunque pratichi e apprezzi questa disciplina. Parteciperemo, con le istituzioni indiane qui in Italia, il Consolato di Milano e l’Ambasciata di Roma, e con i nostri rappresentanti a Cipro e in Grecia, che sono tra le aree di interesse di India Tourism Milan.

Abbiamo in programma degli incontri nei parchi di Milano con Maestri provenienti proprio dal nostro Paese e prevediamo una grande affluenza. Inoltre, sono già in corso i preparativi per una gigantesca sessione collettiva a Lucknow a cui prenderà parte anche il Primo Ministro Narendra Modi. Abbiamo invitato anche alcuni giornalisti italiani che parteciperanno e testimonieranno il valore di questa iniziativa, per far conoscere quanto più possibile il legame indissolubile tra l’India e lo yoga.

Lo yoga è al centro di molte esperienze turistiche in India. Qual è stata la tendenza in questa prima parte dell’anno per il turismo indiano?

Iniziamo dicendo che le stime del turismo in India sono in costante crescita e siamo sempre più ottimisti in marito all’incremento degli arrivi dall’Italia anche per l’anno 2017/2018.

L’Italia, tra i paesi europei, è uno dei più importanti per la promozione delle rotte turistiche nel nostro paese, e i dati che stiamo ricevendo sono estremamente positivi, soprattutto dopo l’abilitazione dell’e-visa, un visto elettronico che si può richiedere facilmente sul sito www.indianvisaonline.gov.in.

Sono iniziative importanti perchè giocano un ruolo fondamentale nella promozione delle nostre svariate destinazioni, che sono ideali 365 giorni l’anno.

L’espressione “un viaggio da fare almeno una volta nella vita” non è sufficiente. Tutt’altro, ne sarebbero necessari almeno due o tre, perché non parliamo di un paese, ma di un vero e proprio continente in grado di offrire tutto. Ecco perché è incredibile.

www.indiatourismmilan.com