Papua Nuova Guinea

La Nuova Guinea è l’isola più grande del mondo, dopo la Groenlandia: la parte occidentale, priva di attrattive turistiche, appartiene all’Indonesia, mentre quella orientale, la Papua-Nuova Guinea, è uno stato indipendente del Commonwealth. Quest’ultima è la meta di turisti avventurosi, desiderosi di fare un viaggio a ritroso nel tempo. In Papua Nuova Guinea esistono quasi 9000 specie di piante, per la maggior parte concentrate nelle foreste pluviali.

 

E animali di tutte le specie, dai coccodrilli, ai marsupiali e ai varani, da migliaia di tipi di farfalle alle più diverse specie ornitologiche (650 in tutto), dai pappagalli all’uccello del paradiso, simbolo della nazione. Il vero patrimonio dal punto di vista faunistico è costituito dalle 700 specie di uccelli: la quantità e la varietà di pappagalli, colombe e martin pescatori (dalla grande colomba coronata al delicato pappagallo nano) non ha eguali in nessuna altra zona del mondo. Ma l’elemento che rende affascinante questa nazione è sicuramente la sua popolazione, legata ancora a tradizioni e riti che altrove sono estinti da migliaia di anni. In questo paese vivono 1500 tribù diverse, dai Baku, ai Kukukuku, ai Tolai. I papua sono dotati di uno spiccato senso artistico che esprimono nelle pitture multicolori delle vesti rituali e da guerra e negli oggetti in legno lavorati a mano; anche se a volte in conflitto tra loro, usano riunirsi in strabilianti festeggiamenti multicolori, detti sing sing (celebrazioni tradizionali e moderne), ai quali raramente i turisti hanno la fortuna di assistere. Girando per il paese, inoltre, soprattutto lontano dalla capitale Port Moresby, che in un certo senso ha subito una maggiore occidentalizzazione, non è difficile imbattersi in uomini completamente tatuati, truccati, avvolti da vestiti di legno e coperti di piume coloratissime.

 

La Papua Nuova Guinea è un vero e proprio paradiso per gli amanti delle vacanze avventurose. Gli operatori turistici suggeriscono diversi itinerari per raggiungere città, villaggi caratteristici, valli, laghi, isole, ma soprattutto per scoprire le antiche culture e le suggestive pratiche di magia e stregoneria. I visitatori che intendono immergersi nell’atmosfera dell’isola possono alloggiare in strutture turistiche in prossimità del corso dei fiumi o nel cuore della foresta pluviale.

 

Le due zone più interessanti sono le Highlands (giungle costiere, una strada di 800 chilometri, vallate, montagne) e il Sepik, 75mila chilometri quadrati di foreste di smeraldo al confine con la zona indonesiana. Data la presenza di vaste aree montuose sorprende il fatto che l’escursionismo non abbia ancora preso piede come è accaduto per il trekking nella regione himalayana. L’itinerario più famoso è il Kokoda Trail, ma ci sono centinaia di altre possibilità perché la zona è attraversata in lungo e in largo da sentieri. Ogni anno circa duecento persone scendono lungo il fiume Sepik in canoa, ma per affrontare un’impresa del genere bisogna essere bene attrezzati e avere buona prestanza fisica. Alcune agenzie di viaggio straniere offrono il rafting lungo i turbolenti fiumi che scendono dalle montagne. Per quanto concerne le immersioni subacquee, i fondali della Papua Nuova Guinea per alcuni valgono quanto quelli dei Caraibi e della Grande Barriera Corallina australiana. Si può fare surf a Kavieng tra novembre e febbraio e nella zona di Wewak da settembre a gennaio.

 

I luoghi più noti da visitare sono Kavieng, Kimbe, Lae, Lorengau, Milne Bay, la splendida isola di Wuvulu e Port Moresby, la capitale che si affaccia sul mar dei Coralli. E ancora Madang, spiagge bianche e lagune, è una delle città più belle del Pacifico, con un porto pittoresco. Da ammirare gli arcipelaghi di Milne Bay, Louisiade, D’Eentrecasteaux, Woodlark, Trobiand, New Britain.

 

Ivano Basile

 

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