Oceania: uno sguardo… in paradiso

Solitamente sentir parlare del Pacifico produce, come effetto, la rievocazione di immagini paradisiache: una varietà di paesaggi e di bellezze senza eguali costituite da spiagge da cartolina, una miriade di isolette adagiate sulle acque dell’Oceano e atolli corallini che affiorano qua e là in un mare che lascia senza fiato e che assume sfumature di colore che spaziano dal blu cobalto al verde smeraldo.
Ma il continente bagnato dalle acque del Pacifico è tutto questo e molto di più. Perché oltre alla bellezza paesaggistica di paesi più grandi come l’Australia e la Nuova Zelanda e delle meravigliose piccole isole della Polinesia, della Melanesia e della Micronesia, offre innumerevoli e particolarissime attrattive naturalistiche che custodiscono una flora e una fauna dalle caratteristiche del tutto differenti da quelle delle specie degli altri continenti. Basti pensare che in tutta la regione sono molto frequenti gli endemismi: vi si contano circa 160 specie del tutto sconosciute o estinte in altri paesi del mondo.
Specie che necessitano di essere salvaguardate data la loro particolare rarità. E per preservare i differenti habitat del continente, sono state istituite numerose riserve naturali: si pensi che solo l’Australia vanta sul suo territorio la presenza di 22 aree protette e nella Nuova Zelanda sono 14 i parchi nazionali e più di cinque milioni gli ettari - un terzo del paese - protetti da parchi e riserve. A queste si aggiungono, naturalmente, le riserve marine dei meravigliosi e numerosi arcipelaghi che compongono la regione dell’Oceania.
Certamente, descrivere ognuno di questi luoghi sarebbe stata un’impresa titanica, data la imponente quantità di meraviglie visitabili. Ne abbiamo scelti solo alcuni che, per le loro caratteristiche, offrono un sicuro rifugio dove nascondersi per scappare dallo stress del mondo moderno e che, secondo noi, dovrebbero risultare molto simili al Paradiso…

Christmas Island National Park (Australia). L’isola del Natale deve il suo singolare nome al capitano inglese William Mynors, che avvistò l’isola nel Natale del 1643.
E’ un angolo di Paradiso dall’alto valore scientifico, poiché sembra che fino alla fine del XIX secolo l’isola fosse disabitata, pertanto la fauna e la flora si sono sviluppate senza alcuna interferenza da parte umana. La Christmas Island è, per questo motivo, il sogno di ogni naturalista: ben il 63% del suo territorio, compresa la barriera corallina, è parco nazionale.
Nel Christmas Island National Park vi sono oltre 200 tipologie di piante di cui 16 endemiche e si trova la più grande e diversificata comunità di granchi di terra di tutto il mondo: ben 20 specie diverse, tra cui i mitici Red Crabs. Questa specie di granchio è la più numerosa, vive nella foresta da maggio a ottobre, ma si incontra ovunque sull’isola. Da ottobre a maggio, quando le piogge sono frequenti, migliaia di granchi la invadono completamente e la viabilità viene limitata.
Da non perdere il “fumo” dei Blow Holes, creati dalla millenaria erosione del mare: ad ogni onda una grande quantità di acqua, nebulizzata per l’alta pressione, si proietta verso il cielo con un esplosivo soffio che si ode da lontano.

Abel Tasman National Park (Nuova Zelanda). L’Abel Tasman National Park è il parco più piccolo della Nuova Zelanda, ma con la sua costa, risulta essere uno dei più belli perché offre chilometri di spiagge incantevoli: baie tranquille e una lussureggiante vegetazione fanno di questo luogo un rifugio per uccelli, foche e delfini.
Una particolarità: il parco viene attraversato lungo la costa frastagliata da uno dei sentieri più spettacolari del mondo, l’Abel Tasman Coastal Track.
Situato nella parte settentrionale della South Island, il percorso si snoda lungo la costa in direzione nord per circa 51 Km, completamente immerso in una foresta fittissima. Lo scenario che si ha di fronte è costituito da un susseguirsi di spiagge dorate che circondano baie con acque limpidissime, spesso solcate da decine di kayak colorati e magari anche da qualche foca.
Si tratta di un percorso molto particolare perché percorre un tratto di costa assolutamente incontaminato. E’ quindi obbligatorio fermarsi nelle innumerevoli baie dove nella stagione estiva australe è possibile fare dei meravigliosi bagni in un mare cristallino.

O Le Pupu Pu’e National Park (Samoa). Situato sull’isola di Upolu, nell’arcipelago delle isole Samoa, il territorio protetto si estende per quasi 3000 ettari che vanno “dalla costa alla cima del monte”: questo è il significato letterale del nome del parco che comprende il Monte Fito, alto più di 1000 metri, e il Monte Pu’e e declina fino alle singolari scogliere di roccia lavica, caratterizzate da affascinanti sfumature cromatiche e alla cui base si frangono ininterrottamente le onde dell’Oceano.
Ed è proprio l’origine vulcanica dell’isola che ha determinato la costituzione delle sue infinite meraviglie naturalistiche. Per esempio, nel cuore del parco sono custodite la Pe’ape’a Cave - un’affascinante caverna costituita da un grosso tubo di lava solidificata - e numerose cascate nascoste tra il fitto della vegetazione (come le Togitogiga Falls) che, situate ai limiti del parco, formano un’articolata serie di piccoli laghi.
Il parco fornisce un habitat protetto per una specie di pipistrelli giganti, i Flying Fox. In passato, sarebbe stato possibile ammirarne il volo – con la loro apertura alare di circa un metro e mezzo di estensione – sulle cime degli alberi al calar del sole, ma il bracconaggio li ha resi, purtroppo, una specie in via d’estinzione.

Sigatoka Sand Dunes National Park (Fiji). Descrivere con le parole l’ambiente delle Fiji è estremamente riduttivo data la sua unicità, caratterizzata da una bellezza e una tranquillità fuori dall’ordinario. Protette da millenni di isolamento, nel cuore del Pacifico meridionale, le Fiji sono sfuggite agli effetti del progresso e hanno mantenuto il loro aspetto originario, incontaminato.
E’ dal luglio del 1989 che le Sigatoka Sand Dunes sono state dichiarate Parco Nazionale sotto la gestione del National Trust of Fiji.
Questa distintiva attrazione si estende su una superficie di 650 ettari ed è una pietra miliare negli sforzi del Paese verso la conservazione dell’ambiente.
Le dune, che contribuiscono a formare una zona di straordinaria bellezza, sono in effetti un elemento unico del patrimonio naturalistico di questo territorio. Situate lungo la Coral Coast, si trovano nei pressi della foce del fiume di Sigatoka, il secondo fiume più grande delle Fiji.
Secondo le ricerche effettuate sarebbero appunto il prodotto dell’erosione fluviale dell’entroterra costiero.
Racchiudono un variegato mix di piante endemiche mentre l’intero parco ospita 22 specie differenti di uccelli, di cui otto unici delle Isole Fiji.
E ancora rettili, lucertole e Fruit Bats (pipistrelli della frutta) che trovano rifugio nei diversi angoli dell’area protetta.
Grazie al fascino naturale delle Sand Dunes, Fiji attira turisti, amanti della natura e ambientalisti provenienti da ogni parte del mondo.

Te’ Nggano National Park (Isole Salomone). Immerse nelle acque dell’Oceano Pacifico meridionale in Melanesia, le Solomon Islands sono contraddistinte da una florida vegetazione tropicale, da una fauna ricca e variegata e da acque cristalline popolate da migliaia di specie di pesci coloratissimi.
Tra le migliaia di isole che compongono la nazione si trova un sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si tratta della parte orientale dell’isola di Rennell: un atollo corallino di piccole dimensioni sul quale è stato istituito il Te’ Nggano National Park.
La Rennell Island è quasi completamente circondata da scogliere e l’estremità orientale è dominata da un grande lago.
Il Te’ Nggano Lake è il più grande lago d’acqua salmastra-dolce del Sud Pacifico; con i suoi 130 km quadrati, occupa gran parte della Rennell Island.
All’interno di questa preziosa oasi naturalistica convivono numerose specie animali, marittime e terrestri: pesci dalla mille sfumature di colore e rettili millenari che rappresentano solo alcune delle sue attrattive più curiose.
Assolutamente da visitare gli isolotti corallini sparsi lungo l’estremità occidentale del lago e la Octopus Cave sul lato nord. Splendidi panorami sul Te’ Nggano Lake si possono godere dalla Tuangonga Bay.

Denise Marianacci