Noleggio a lungo termine: presente e futuro

Quella del noleggio a lungo termine è una soluzione che negli ultimi anni sta riscuotendo un progressivo successo nel mercato automotive. Pietro Teofilatto, Direttore della sezione Noleggio a Lungo Termine di ANIASA, ci spiega i perché di questo trend in ascesa.

 Da oltre 15 anni il noleggio a lungo termine rappresenta la più efficace risposta alle esigenze di mobilità per un numero crescente di aziende.

Grazie alla tipologia dei servizi, ai risparmi economici e ai vantaggi gestionali, il NLT ha sostituito nelle policy aziendali più evolute l’acquisto e il leasing finanziario, prospettandosi come formula maggiormente adatta ai sempre nuovi bisogni di mobilità.

Aziende ma non solo: negli ultimi anni anche una quota crescente di privati sta cominciando a rinunciare all’acquisto dell’auto avvicinandosi gradualmente a questa nuova formula.

Piero Teofilatto

Pietro Teofilatto, a capo della sezione NLT di ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) ci ha detto cosa c’è dietro un fenomeno che da qualche anno a questa parte sta conquistando una fetta di mercato sempre più ampia.

 Direttore, il NLT fino a pochi anni fa era considerato come prerogativa delle aziende. Ultimamente però c’è stato un incremento anche dei privati interessati a questa nuova formula di mobilità. A cosa crede sia dovuto questo successo?

Due sono i fattori principali che hanno contribuito: avvento dello smartphone e quindi del car sharing, passaggio generazionale dalla modalità proprietà alla condivisione. Gli ultimi dati continuano a sorprendere: se a dicembre scorso i contratti per soggetti privati, codici fiscali, erano circa 30.000, oggi si sta per superare quota 50.000. Intendiamoci, si tratta di volumi minimi rispetto al resto, ma è un trend in decisa ascesa, per cui sta lievitando anche l’interesse delle case auto e dei concessionari.

Le offerte per la clientela privata sono adesso in evidenza nelle home page dei siti delle associate. Poi funzionano i configuratori, con cui le aziende riescono ad offrire la migliore soluzione in relazione alle specifiche del cliente. Si è passati dall’interesse prevalente per utilitarie e city car ad auto di segmenti più alti, specialmente vetture medie. La percorrenza è sempre incentrata sui 10-15 mila km /anno. Aggiungo la più chiara definizione contrattuale, con termini, servizi, costi in chiaro.

 La recente crisi di governo, con l’incertezza politica che ne è seguita, ha inciso sui noleggi a lungo termine e sulle scelte dei clienti?

No, vista anche la velocità di soluzione. Gli indici di fiducia di aziende e famiglie continuano ad essere positivi, tutti desideriamo maggior concretezza nelle attività istituzionali, meno proclami di progetti per il futuro, più bilancio di risultati conseguiti. Con grande apprezzamento ANIASA vede tra le priorità del nuovo governo il progetto di un Green New Deal, opportunità unica per promuovere un nuovo paradigma di mobilità verde, interconnessa, intelligente, condivisa, a beneficio dell’intero Paese.

 Ad oggi, rispetto al 2018, quali sono i dati relativi al NLT?

Abituati a vedere da oltre cinque anni percentuali di crescita a due cifre, qualche interrogativo era sorto a marzo scorso, constatando per la prima volta un intero primo trimestre in negativo, un -15% con 25.000 immatricolazioni in meno. Ma da aprile in poi il settore ha ripreso velocità e ad agosto si è annullato il gap con lo scorso anno e ora si è in linea con i livelli del 2018. A fine anno si dovrebbe arrivare a 260.000 auto e 40.000 veicoli commerciali di nuova immatricolazione, con una flotta circolante sulle 930.000 unità. Il portafoglio vede 77.000 aziende e 2.900 PA, con un fatturato di 6 miliardi.

Elettrico e Ibrido che peso hanno sulle scelte dei clienti? Ci si sta dirigendo verso motorizzazioni sempre più green anche nel noleggio grazie all’ecobonus?

Premesso che l’anatema sul diesel è ingiusto, i nuovi motori Euro6D-Temp hanno ridottissime emissioni sia di CO2 che di NOx, per affidabilità ed economicità il diesel continua ad essere il preferito dalla clientela aziendale con il 73% delle nuove immatricolazioni.

Prosegue però soprattutto con i primi utilizzi dell’ecobonus il boom di richieste di auto ibride ed elettriche. Probabilmente l’ibrido rappresenta una realtà di maggior interesse per i fleet manager e la prossima commercializzazione sul mercato di nuovi modelli sarà opportunità di più ampie scelte per le policy aziendali.

 La mancanza di infrastrutture adeguate a sostenere l’elettrico, però, frena la crescita di questo tipo di auto?

Si, è vero. E di strada da fare ce n’è ancora tanta. C’è un forte impegno delle amministrazioni locali ed a inizio settembre in Italia risultavano disponibili sul territorio circa 5.500 colonnine di ricarica, con un trend di 50 punti di ricarica in più a settimana. Ci sono però ancora distonie di distribuzione, con maggiore presenza in Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto, mentre altre regioni sono al palo. Il MISE sta lavorando molto, utilizzando al meglio le risorse stanziate, così come le case auto, che adesso commercializzano veicoli con autonomia superiore a 300 km. L’intero mercato dovrebbe arrivare a fine anno a totalizzare 11.000 immatricolazioni. Ovviamente sono numeri piccoli per la realtà delle nostre strade dove circolano circa 15.000 auto elettriche, nulla di fronte ai 38 milioni con altre alimentazioni, ma ogni anno si registrano aumenti del 150%.

 Per chiudere, come vede questi ultimi mesi del 2019 e cosa si aspetta dal 2020?

Dal settore arrivano dati abbastanza positivi e sono in aumento gli investimenti. Il noleggio a lungo termine è diventato insostituibile nelle grandi e medie aziende nonché nelle PA: nessun fleet manager rinuncerebbe ai suoi vantaggi economici e gestionali.

L’intero settore dell’auto è però in difficoltà e rischia di produrre meno ricchezza e lavoro. È necessario che adesso il Governo si muova e la Legge di Bilancio è un occasione per ridare fiato all’automotive. Oltre alla leva fiscale, c’è da dare un’accelerazione sul Codice della Strada, fermo al 1992 quando circolavano 25mila auto a noleggio. Ecco, aggiornare il Codice considerando la mobilità a noleggio sarebbe un ottimo traguardo.