“May you live in interesting times” – Al via la Biennale di Venezia

Photo by Italo Rondinella_Courtesy of La Biennale di Venezia

Di Venezia chiunque conosce la realtà dei canali, delle chiese e dei musei, gli itinerari costantemente preda di orde di turisti da tutto il mondo. Una cornice, questa della Serenissima, che per 6 mesi racchiuderà gli eventi e i protagonisti che animeranno la Biennale di arte.

Sabato 11 maggio, ai Giardini e all’Arsenale, apre la 58esima Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo “May You Live In Interesting Times”, curata dal direttore artistico Ralph Rugoff e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

“Il titolo di questa Mostra può essere letto come una sorta di maledizione – ha dichiarato il Presidente Baratta presentando l’edizione 2019 dell’Esposizione- nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, un invito pertanto che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione, generato da conformismo o da paura. E io credo che una mostra d’arte valga la pena di esistere, in primo luogo, se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovra semplificazione”.

 

Come può l’arte agire in questi tempi di profonde incertezze e minacciosi mutamenti? “In modo indiretto, forse l’arte può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi ‘tempi interessanti’ -sostiene il direttore artistico Ralph Dugoff-  La Biennale Arte 2019 non avrà un tema di per sé, ma metterà in evidenza un approccio generale al fare arte e una visione della funzione sociale dell’arte che includa sia il piacere che il pensiero critico”.

La mostra unisce negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia i respiri e le visioni artistiche di 87 differenti Paesi provenienti da tutto il mondo e ognuno con una sua visione artistica.

C’è ovviamente particolare attesa per quanto riguarda il Padiglione Italiano che sarà protagonista alla Biennale. Il progetto “di casa” è stato presentato alla fine di marzo a Roma presso la sede del MiBac dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli con il Presidente Paolo Baratta.

Saputra, Handiwirman Holding Base Below Hook

Né altra Né questa: La sfida al Labirinto è il titolo della mostra, a cura di Milovan Farronato, a cui partecipano lavori inediti e opere storiche di tre artisti italiani: Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978 – Bari, 2017) e Liliana Moro (Milano, 1961).

LA GIURIA

I membri prescelti sono tre europei e due extraeuropei, con una netta predominanza femminile – 4 giurati – contro un solo uomo. Il presidente di Giuria sarà Stephanie Rosenthal (Germania), direttrice del Gropius Bau di Berlino. I componenti saranno Defne Ayas (Turchia/Olanda), curatrice attualmente impegnata alla V-A-C Foundation di Mosca, Cristiana Collu (Italia), direttrice generale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Sunjung Kim (Corea), curatrice attualmente Presidente della Gwangju Biennale Foundation, Hamza Walker (USA), direttore esecutivo di LAXART, spazio espositivo non profit di Los Angeles.

La Giuria assegnerà i premi ufficiali: il Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale, il Leone d’Oro per il miglior partecipante dell’Esposizione Internazionale, il Leone d’Argento per un giovane partecipante dell’Esposizione Internazionale. Avrà anche la possibilità di assegnare un massimo di una menzione speciale alle Partecipazioni Nazionali e un massimo di due menzioni speciali ai partecipanti dell’Esposizione Internazionale.

Il Leone d’oro alla carriera andrà, il giorno inaugurale, a Jimmie Durham, artista statunitense che conta già 5 partecipazioni alla Biennale veneziana. È stato direttamente il direttore artistico Ralph Rugoff a proporre Durham per il prestigioso riconoscimento, motivando così la sua decisione: “Ho indicato Jimmie Durham per il Leone d’Oro alla carriera della 58. Esposizione Internazionale d’Arte per i notevoli risultati in campo artistico che ha raggiunto negli ultimi sessant’anni e, in particolare, per il suo modo di fare arte che allo stesso tempo sa essere critica, divertente e profondamente umanistica”.

 

 

Ph. in copertina: dal sito Labiennale.org