Islanda

Quella certa liberalità nei costumi che si osserva tra gli islandesi risale al tempo arcaico in cui dominavano i Vichinghi. Quando tali avventurieri si lanciavano nei loro lunghi e audaci viaggi – donde fiorirono epopee di epiche imprese – le mogli, rimaste a casa, tormentate dal freddo e dalla solitudine, avevano modo di consolarsi con gli schiavi. Al loro rientro i Vichinghi trovavano una prole più abbondante, ma lo tolleravano serenamente. Oggi l’Islanda è il Paese con il più alto tasso di divorzi al mondo, ma senza traumi. Già, perché se una relazione non carbura più, è preferibile troncarla e intraprenderne una nuova, pur rimanendo generalmente in buoni rapporti con il precedente coniuge. Sicché ci si ritrova nei giorni di festa tutti insieme, amalgamando partner e figli di svariati matrimoni, ma anche doppi set di nonni, nel trionfo di un libertario spirito pagano dalle radici ancestrali. L’Islanda è stata inoltre il primo Paese a legalizzare le unioni omosessuali, nel 1996, e ad avere una donna presidente, Vigdís Finnbogadóttir, nel 1980, riconfermata poi per ben tre volte nella carica, ossia per 16 anni.

Gli islandesi son così pochi che si conoscono quasi tutti, e parecchi sono anche in vario grado imparentati tra loro. L’Islanda è infatti il quinto Paese per minore densità al mondo: grande un terzo dell’Italia, conta solo 316mila abitanti, due terzi dei quali risiedono nella capitale, Reykjavík (Baia fumosa), mentre gli altri si concentrano nei villaggi e nelle città disseminati lungo le coste.

L’indipendenza dell’Islanda risale agli anni della II guerra mondiale, in seguito alla capitolazione della Danimarca – sotto la cui sovranità si trovava – ad opera di Hitler, che ne aveva ordinato l’invasione. L’Islanda è pertanto dal 1944 una Repubblica costituzionale, che si regge su un sistema di governo parlamentare: il premier e i ministri esercitano il potere esecutivo e formano il Governo, che deve essere sostenuto dalla maggioranza dei membri del Parlamento. Questo piccolo e giovane stato è guidato fin dall’indipendenza da governi di coalizione, in cui convivono pragmaticamente conservatori e progressisti.

Un’isola felice, l’Islanda? Di certo un Paese che annovera numerosi record e traguardi importanti, e il cui segreto risiede forse nella piccolezza. A metà strada tra l’Europa e l’America, gode di un’economia galoppante e vanta il quinto maggiore reddito pro-capite al mondo, 40mila euro l’anno. Al tradizionalissimo settore della pesca, si sono in breve affiancati il commercio, la finanza e i servizi, imponendo l’Islanda all’attenzione dell’opinione e degli investitori internazionali. Che sono attratti dalla bassa tassazione e dagli incentivi alle aziende.

L’Islanda è il Paese più pacifico del mondo, secondo l’Economist Intelligence Unit: pur essendo tra i fondatori della Nato, è l’unica nazione che non ha un proprio esercito, avendo avanzato al momento della sua adesione la condizione di non essere costretta a intervenire in conflitti armati. Ma è anche lo Stato più sicuro del mondo, con soli 679 poliziotti e appena 118 detenuti, unità in più, unità in meno. È pure il più longevo, con la più alta aspettativa di vita maschile, mentre le donne sono poco distanti. L’Islanda ha inoltre il maggior numero di telefoni cellulari per abitanti, il più alto numero di computer ed automobili per famiglia, ottime scuole e ospedali pubblici al punto che si rende superflua la presenza di quelli privati. Si registra un elevato livello culturale e non esiste l’analfabetismo. 

 

Il clima e il paesaggio

Un tratto caratterizzante il popolo islandese è la tolleranza, che nasce dall’imprevedibilità del clima alla quale gli abitanti dell’isola sono abituati da secoli, fors’anche dal loro primo sbarco, oltre un millennio fa, quando vi giunsero i monaci eremiti irlandesi a partire dal IX secolo. Le storie, le contese e le faide – risalenti al tempo in cui le leggi, tramandate oralmente, erano applicate dal popolo – hanno fornito un’inesauribile fonte d’ispirazione agli autori delle saghe nordiche.

Inizialmente pagani, gli islandesi si convertirono al Cristianesimo intorno all’anno 1000, dopo qualche contrasto cui seguì comunque un lungo periodo di pace e sviluppo. Nei secoli s’avvicendarono il dominio norvegese e quello danese, ma si sono anche succeduti, con devastante insistenza, una spaventosa teoria di cataclismi ed epidemie. Perché l’Islanda – che tradotto significa “Terra del ghiaccio” – geograficamente e climaticamente è davvero una terra inospitale. Collocata sulla dorsale medio atlantica, presenta una forte attività vulcanica e geotermica, che ne caratterizza il paesaggio. L’interno consiste principalmente di un plateau sabbioso desertico, montagne e ghiacciai, da cui molti fiumi glaciali scorrono verso il mare attraverso le pianure. Grazie alla corrente del Golfo, tuttavia, l’Islanda gode di un clima temperato, relativamente alla sua latitudine, che ne consente l’abitabilità. Contrariamente alla Groenlandia, è considerata come parte dell’Europa e non dell’America settentrionale. È la diciottesima isola più grande al mondo e la seconda d’Europa dopo la Gran Bretagna e prima dell’Irlanda. La presenza di spaccature e canyon di ogni dimensione e forma, generati dall’incessante attività geotermica d’un sottosuolo in ebollizione, determina una presenza pressoché illimitata di cascate formate dall’acqua dei numerosi fiumi e ruscelli che scorrono dai ghiacciai all’oceano: se ne contano più di diecimila su tutto il territorio. L’Islanda è situata sulla frattura geologica del medio Atlantico. Vi si trova una gran quantità di vulcani, circa 200, molti dei quali attivi, in particolare l’Hekla, che dal punto di vista geologico la rendono la più giovane terra d’Europa, mentre circa il 10% della superficie è ricoperto da ghiacciai. L’isola è ricca di fenomeni derivanti dall’attività vulcanica: sorgenti e fiumi di acqua calda, pozze di fango bollente, solfatare, fumarole. L’Islanda ha pure parecchi geyser (una parola islandese) – sorgenti in grado di alzare colonne d’acqua calda a intervalli regolari – e un’ampia disponibilità di energia geotermica permette che buona parte della popolazione usufruisca di acqua calda e riscaldamento a basso costo, nonché di energia elettrica prodotta dalle centrali geotermiche. 

 

Politica, religione ed economia

Il Presidente della Repubblica d’Islanda, che rimane in carica per quattro anni, viene solitamente eletto tra figure di spicco esterne al mondo politico, e ha compiti principalmente cerimoniali, con funzioni diplomatiche e di capo di Stato. Detiene tuttavia anche il potere di porre il veto ad una legge promulgata dal Parlamento, e di sottoporla a referendum popolare. Il Parlamento, detto ‘Alþingi’ (in inglese Althing), venne fondato nel 1845 con funzioni consultive per il Re di Danimarca. Oggi conta 63 deputati, eletti dalla popolazione ogni quattro anni. Il primo ministro è capo del Governo, e insieme ad esso ha il potere esecutivo. 

L’Islanda fa parte del Consiglio Nordico, dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA), nonché, dal 25 marzo 2001, dello spazio di Schengen. Il suo territorio è suddiviso in 79 sýslur (municipalità). La maggior parte include un centro abitato principale (kaupstaður).

Gli islandesi hanno libertà religiosa, come sancito dalla Costituzione. La religione ufficiale è il luteranesimo. Nel 2005 gli islandesi erano divisi nei seguenti gruppi religiosi: 82,1% appartenente alla Chiesa Nazionale d’Islanda, il 4,7% ad altre Chiese luterane di Reykjavík e Hafnarfjörður, il 2,4% cattolico, della diocesi di Reykjavík, il 2,6% ateo. La percentuale di popolazione rimanente risultava divisa tra altre Chiese o sette cristiane e religioni diverse dal cristianesimo.

L’economia islandese è piccola ma ben sviluppata, con un Pil stimato sui 10 miliardi di dollari nel 2005 e un reddito pro capite tra i più alti del pianeta. L’industria agricola islandese, fortemente ostacolata dal clima, consiste principalmente nella coltivazione di patate e verdure (in serre), allevamento di pecore e pesca. L’Islanda è altamente dipendente dall’industria peschereccia, la quale fornisce il 70% delle esportazioni del Paese e sfrutta il 4% della forza lavoro. L’isola ha poche risorse minerarie, ma offre un grande apparato industriale, attivo soprattutto nel settore del pesce e della metallurgia. Grazie alle fonti idroelettriche e geotermiche, le società energetiche forniscono all’Islanda più del 70% dell’energia necessaria agli abitanti. Il 99,9% dell’energia elettrica viene generata da fonti rinnovabili. 

La valuta corrente è la corona islandese, ma il Governo sta valutando seriamente la possibilità di utilizzare l’euro senza unirsi all’Unione Europea, pur adeguandosi al suo mercato. La lingua ufficiale è l’islandese, una lingua scandinava che ha avuto poche trasformazioni dal Medioevo a causa dell’isolamento geografico. Che congiunto alla scarsa immigrazione, ha portato ad un ridotta variabilità genetica, divenuta oggi oggetto di studio. L’Islanda è infine il Paese più caro d’Europa.

 

Natura

In Islanda sono presenti tre parchi nazionali: þingvellir, nella parte centro-meridionale dell’isola, Skaftafell, in quella sud-orientale, Jökulsárgljúfur, in quella nord-orientale. Vi sono inoltre più di ottanta aree di protezione: parchi, monumenti naturali, riserve paesaggistiche e rifugi faunistici.

Nel nordest dell’Islanda si trova uno degli ultimi territori selvaggi d’Europa, ove vivono molte specie di uccelli e renne. Tra gli uccelli spicca la pulcinella di mare (Fratercula arctica), una sorta di simbolo dell’isola. Sull’isola vivono anche la volpe polare, il visone (fuggito da allevamenti per pellicce), il cavallo islandese, razza dal trotto veloce, sicuro e comodo per la cavalcata. A causa del clima la vegetazione non è molto sviluppata, si riduce a muschi, prati e piccoli boschi.

 

Luca Caruso

 

Sito del turismo Islanda - www.icelandtouristboard.com