
Lo scorso mese l’Università degli Studi di Roma “Sapienza” ha ospitato la “Conferenza nazionale per la biodiversità”, organizzata dal Ministero dell’Ambiente in occasione dell’“Anno Internazionale della Biodiversità”, proclamato dall’ONU per il 2010.
La Conferenza riunisce studiosi, rappresentanti delle istituzioni e della società civile per fare il punto sulla situazione della diversità biologica nel nostro paese, per evidenziare esigenze e indicare proposte.
Questo importante appuntamento rappresenta una tappa decisiva per la definizione della “Strategia nazionale per la biodiversità”, grazie alla quale si cercherà di integrare le esigenze della diversità genetica e degli ecosistemi con lo sviluppo delle politiche di settore del nostro paese: un equilibrio fondamentale per il futuro dell’Italia, ma difficile da mantenere.
“Il 2010 – ha affermato il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo - è stato proclamato dall’ONU “Anno Internazionale della Biodiversità” per evidenziare all’attenzione del mondo intero la questione dell’impoverimento ambientale del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed ecosistemi e le inevitabili conseguenze sul benessere umano. In tale contesto il 2010 segna per l’Italia un momento di particolare importanza per la definizione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, attraverso la quale integrare le esigenze della biodiversità con lo sviluppo e l’attuazione delle politiche settoriali nazionali e regionali. Sono certa che dalla Conferenza scaturiranno gli elementi per costruire una strategia che consenta all’Italia di affrontare efficacemente le sfide e gli impegni del prossimo decennio”.
E in chiusura, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, la Prestigiacomo ha aggiunto: “Credo sia venuto il momento di elaborare una legge quadro che partendo proprio dalla tutela generale della biodiversità ridefinisca anche il sistema delle aree protette”.
Proprio perché il 2010 è l’Anno Internazionale della Biodiversità, il Ministro dell’Ambiente alla presentazione della “Festa delle Oasi”, iniziativa organizzata dal WWF si è così pronunciato: “Le aree protette - parchi, riserve, aree marine nazionali e regionali – sono i giacimenti di biodiversità del nostro paese che vanno tutelati e valorizzati. Lavorare per la promozione delle bellezze naturali del nostro paese è il miglior contributo che si può dare alla grande sfida ambientale ed in particolare alla battaglia per arrestare la perdita di biodiversità. Quanto più forti, importanti, visitate, mete d’eccellenza saranno le nostre aree protette, i nostri parchi, tanto più saranno capaci di attuare politiche di tutela, di mettere in capo strategie efficaci per difendere il patrimonio faunistico e vegetale”. Il pensiero della Prestigiacomo si concentra, dunque, sulle cose da fare: in particolare ''non mummificare i parchi ma usarli come volano economico per permetterne la fruizione e consentire agli amministratori di sviluppare politiche che facciano crescere il territorio''.
L’attenzione del Ministero dell’Ambiente si concentra, ora, su questi e su altri temi oltre che su tutta una serie di iniziative riguardanti la salvaguardia dell’ambiente e l’attuazione delle politiche ambientali.
Un tema a dir poco “caldo” è rappresentato, attualmente, dalla questione del nucleare in Italia. Le dichiarazioni del Ministro confermano un appoggio deciso alle politiche intraprese dal Governo: "Quella sul nucleare è una scelta che il Governo ha fatto e porterà avanti con convinzione", anche dopo le dimissioni del Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola che, secondo il Ministro dell’Ambiente, non avranno ripercussioni sul programma nucleare del governo.
Ma ad oltre 2 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, il quadro istituzionale per il ritorno all’energia nucleare sembra non assumere ancora una forma chiara e definitiva.
Stando alle dichiarazioni degli ultimi giorni, quello sul nucleare dovrebbe essere un progetto che non conoscerà rallentamenti o ritardi, tanto che si sta già pensando a “una visita alla centrale francese di Flamanville - ha dichiarato la Prestigiacomo - dove porteremo anche i nostri esperti della commissione per la Valutazione d'Impatto Ambientale. Il programma è serrato e verte innanzitutto su formazione e informazione per quanto riguarda la parte ambientale che è quella più impegnata nello sviluppo del tema della sicurezza del nucleare".
In questa vicenda, il Ministero dell’Ambiente sembra destinato a giocare un ruolo decisivo, soprattutto nell’approvazione del documento programmatico del Governo. In particolare, nell’ambito della valutazione ambientale strategica cui sarà sottoposta la strategia nucleare, potrà dettare condizioni inderogabili per la sua approvazione.
Nel frattempo, il Ministro Prestigiacomo è volata a New York per partecipare ai lavori del segmento di alto livello della diciottesima sessione della Commissione Sviluppo Sostenibile, costituita presso l'ONU, e in questa occasione, ha incontrato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi relativi al negoziato ambientale sui cambiamenti climatici e alle problematiche connesse con la governance ambientale.
Il Ministro, a conclusione dei lavori della Commissione, ha poi presenziato alla quinta riunione del Comitato Congiunto del Programma italiano per lo sviluppo sostenibile dei Piccoli Stati Insulari del Pacifico.
“Il programma di cooperazione è la prova tangibile del riconoscimento, da parte dell’Italia, dello stato d’urgenza in cui si trovano le piccole isole del Pacifico - ha dichiarato la Prestigiacomo - che, pur contribuendo in modo irrilevante alla produzione delle emissioni, sono le prime a subire le conseguenze negative dei cambiamenti climatici. I numerosi progetti in corso sono la conferma della nostra volontà di contribuire allo sviluppo sostenibile delle isole del Pacifico”. Il programma di collaborazione, che vede l’accordo tra i quattordici Stati delle Piccole Isole del Pacifico e l’Italia, mira alla definizione di misure di adattamento ai cambiamenti climatici, alla valutazione del fabbisogno energetico, oltre al rafforzamento delle politiche e delle strategie energetiche e allo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia mediante investimenti che, fino ad oggi, hanno raggiunto i cinque milioni di euro.
Tornando a quello che succede a casa nostra, quella dell’emergenza dei rifiuti in Sicilia si sta rivelando una delle priorità del Ministro dell’Ambiente: il Presidente del Consiglio Berlusconi, ricordando le politiche attuate in Campania, ha invitato il Ministro Prestigiacomo a studiare bene le modalità per arginare la gravosa questione.
"Il governo è pronto ad assumersi la gestione commissariale dell'emergenza rifiuti in Sicilia. Entro due anni si può realizzare un termovalorizzatore a Bellolampo": queste, per ora, le anticipazioni del Ministro Prestigiacomo sul piano dell’esecutivo.
La Prestigiacomo aveva già affermato in passato che “Il coordinamento del Ministero dell'Ambiente sui piani di gestione dei rifiuti delle Regioni esiste, ma le emergenze a livello territoriale sono quasi sempre causate dalla mancata attuazione della normativa nazionale. Di fronte alle emergenze non sembrerebbero mancare le leggi, ma atti di attuazione a livello locale".
Le indicazioni governative spingerebbero, dunque, verso la costruzione di un termovalorizzatore, così come è avvenuto ad Acerra, ma la soluzione proposta sembrerebbe non piacere al governatore Raffaele Lombardo, motivo per cui è evidente il contrasto con la soluzione proposta da Berlusconi e dal Ministero dell’Ambiente.
Denise Marianacci