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La hit delle città più vivibili al mondo

Foto La hit delle città più vivibili al mondo

Monaco di Baviera Caput Mundi! La ridente città tedesca sale sul podio davanti a Copenhagen (la migliore nel 2009)e a Zurigo. Al quarto posto ci sono Tokyo e al quinto Helsinki, seguita da Stoccolma, Parigi, Vienna, Melbourne e Madrid. Il nord, insomma, vince sul sud. L' Europa sul resto del mondo.
Ma come deve essere, secondo la redazione di Monocle, "una città vivibile"?
Verde, colta, soleggiata (la media annuale di ore di sole è uno dei parametri di valutazione), tollerante, attenta alla nuova architettura e alle energie rinnovabili. Un posto dove le ambulanze soccorrono in pochi minuti, dove è facile avviare un' impresa, le sale cinematografiche non chiudono, ma proliferano e le piste ciclabili non rappresentano un miraggio, ma la realtà. Ecco allora spiegato l' exploit tedesco.
Monaco, con il suo milione e mezzo scarso di abitanti, ha registrato solo 8 omicidi nel 2009, è stata baciata dal sole per 1.907 ore, sta ampliando le strade da percorrere in bicicletta e punta alla riduzione dei gas serra. Ma, soprattutto, qui le ambulanze, 96 volte su 100, partono appena un minuto e mezzo dopo la chiamata di soccorso (5 minuti e 45 a Copenhagen; 6 minuti e 5 a Tokyo). E avviare un business non è impossibile: lo scorso anno sono nate 18.644 nuove imprese con un incremento del 6,4 per cento.
Se il successo di città a misura d' uomo si comprende facilmente, la classifica non ignora le metropoli. Tokyo (quarta) è stata scelta perché nonostante i 13 milioni di abitanti è «pulita, puntuale ed educata». Parigi (settima), dopo un po' di appannamento, torna sulla scena grazie alla intatta identità di città-museo e ai nuovi chef. Berlino (undicesima) perché è «un posto eccezionale dove essere giovani».
Avanzano outsider come la giapponese Fukuoka (quattordicesima) e la neozelandese Auckland (ventesima), ma le grandi assenti sono New York e Londra.  Gli Stati Uniti sono rappresentati solo dalla patria di Obama, Honolulu (tredicesima) e da Portland (ventiduesima), la prima grande americana a eleggere un sindaco gay. «Quest' anno puntavamo su Chicago», spiegano quelli del magazine. «Ma guardando le statistiche degli omicidi - 453 le persone uccise su una popolazione di nemmeno tre milioni (Tokyo con 13 milioni ha registrato "solo" 179 delitti) risultava difficile posizionarla. Stesso problema per Hong Kong, che soffre a causa del traffico.
Insomma, le città scelte devono porsi come punto di riferimento per la rinascita urbanistica: dalla politica ambientale ai trasporti.
E che ne è del nostro Bel Paese?! L’Italia non è menzionata neanche nelle ultime posizioni della classifica… eppure la nostra nazione è piena di città, paesi e borghi ricchi di storia, fascino, cultura; come è possibile che non vengano neanche menzionati in una classifica mondiale!? Esaminiamo il perché.
Una città è riconoscibile dalla sua architettura, dal paesaggio che la circonda, dalla storia che ha permeato le sue mura e le sue strade, ma non solo…si fa sempre più largo l’opinione che tutto ciò è condizione necessaria ma non sufficiente a definirne l’identità. Una città non può fare a meno di considerare come imprescindibile il concetto di sostenibilità, commisurando il consumo delle risorse naturali disponibili con il loro essere in grado di rigenerarsi e facendo in modo che il tasso di emissione degli inquinanti non superi la capacità dell’atmosfera, dell’acqua e del suolo di assorbirli e trasformarli.
Analizzando i dati contenuti in una ricerca diffusa lo scorso luglio da Legambiente sulla sostenibilità urbana, l’Italia è ripartita difformemente:
Milano risulta tra le quattro metropoli italiane quella più alta nella classifica dell'ecosistema urbano (46esima), mentre Napoli è soltanto 89esima, a dimostrazione che i problemi storici di cui soffre la città non sono ancora risolti. "Si muove un po' la differenziata nei rifiuti - afferma Legambiente - ma nel capoluogo partenopeo c'e' una desolazione quasi assoluta per quel che riguarda lo spazio a disposizione di pedoni, ciclisti e ztl".
Ciclabilità inesistente o ridotta all'osso anche a Potenza, mentre Bolzano si conferma città virtuosa, insieme a Belluno, Parma, Trento, Siene e Savona.
Ultima in graduatoria Catania: il capoluogo etneo butta al vento il 50% dell’acqua potabile immessa in rete, depura un terzo dei suoi scarichi fognari, raccoglie in maniera differenziata il 3% della spazzatura, ha un alto tasso di motorizzazione, un mediocre trasporto pubblico, pochissime isole pedonali e scarse zone a traffico limitato.
Tirando le somme ci troviamo di fronte un’Italia in cui si registra una battuta d’arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità, dell’energia.
E’ scarsamente attrattivo il trasporto pubblico (gli abitanti dei capoluoghi, in media, fanno solo un viaggio e mezzo a settimana su autobus, tram e metropolitane), le isole pedonali sono praticamente immutate da un anno all’altro (0,35 mq per abitante), le zone a traffico limitato si sono rimpicciolite (da 2,38 mq per abitante dello scorso anno ai 2,08 attuali), la congestione da quattroruote è identica (circa 64 auto ogni 100 abitanti), mentre sale solo dell’1% l’efficienza della depurazione (dall’88% all’89%), e il parametro migliore alla fine è quello della raccolta differenziata: un +2,79%.


Di Daniela Sallustio

  

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