Il 21 marzo nasce la Piramide della Fiumara

 

La Piramide - 38°parallelo, arricchisce il parco scultoreo più grande d’Europa: Fiumara d’arte. Ideata da Antonio Presti, la maestosa scultura è stata realizzata dall’artista Mauro Staccioli.

Nel primo giorno di una nuova stagione, che invita al risveglio e alla rinascita, verrà celebrato un grande rito. Una scelta simbolica per evocare e invocare quel tempo sacro e universale che la Piramide rappresenta: le ore di luce e di buio sono uguali, metafora del delicato equilibrio di forze opposte e contrarie.

La sede del Palazzo comunale di Motta D’Affermo ospiterà la presentazione ufficiale del progetto il 19 marzo 2010.

“Questo nuovo interesse e rispetto da parte dei comuni del territorio nei confronti del Parco di Fiumara, fa sperare in un futuro di condivisione soprattutto per garantire e tutelare questo grande patrimonio artistico/culturale” sottolinea Antonio Presti.

Il significato di questa opera - alta 30 metri la cui costruzione è durata ben 2 anni e mezzo - è la perfetta sintesi dell’universale, di coesistenza degli opposti: il “triangolo” – afferma Staccioli - “è l’immagine a tre punte di cui immagino che i vertici siano Arte, Religione e Filosofia. E’ la Sicilia”. Questa figura perfetta è dunque un invito a meditare sul nostro destino di uomini in lotta tra immanenza e trascendenza, tra materia e spiritualità, ma anche un ammonimento all’appiattimento morale di una società che - sottomessa alla dittatura del consumismo - ha smarrito ogni senso di bellezza, ogni ricerca di giustizia. “Mi interessava creare un luogo al tempo stesso universale e particolare” - continua l’artista - “dove l’uomo potesse soffermarsi a pensare per riflettere sul senso dell’esistenza: quesito senza risposta, forse, ma tangibile, un luogo laico di riflessione sull’essere e lo stare nel mondo di oggi”.

L’imponente Piramide deve il nome, “38° Parallelo”, alla sua collocazione su un’altura nel territorio di Motta d’Affermo (Messina) che guarda il mare e le isole Eolie e sullo sfondo gli scavi archeologici dell’antica città di Halaesa. Quello stesso parallelo sul quale, nell’altro emisfero, passa il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, quasi a voler riequilibrare la tensione conflittuale di un luogo con la sacralità dell’Arte.

La Piramide ammonisce la coscienza degli uomini: “La nostra società ha smarrito ogni senso di bellezza, di dignità – sottolinea Antonio Presti – E non mi sembra casuale che in questo momento riaffiorino, come incubi della storia, i conflitti, le ingiustizie, gli scontri razziali. Quando il Potere sceglie come suo valore la mediocrità, è incapace di progettare il Futuro, trascinando verso il basso la società del proprio tempo, consegnandola inesorabilmente a uno stato di implosione emozionale”.

La struttura della Piramide, un tetraedro cavo, è stata realizzata con centinaia di lastre fino a raggiungere l’altezza di 30 metri, in acciaio corten : uno speciale materiale che a contatto con l’aria si ossida e assume un colore bruno intenso. Al tramonto i raggi del sole calante accendono di rosso l’acciaio bruno e la luce penetra all’interno della scultura attraverso un taglio sullo spigolo orientato a Nord-Ovest, in direzione di Cefalù. Al crepuscolo la Piramide rende la sua funzione di “eremo laico che invita l’Uomo al risveglio della Coscienza”. L’opera ha un suo movimento interiore e “parla” poichè le giunture d’acciaio, rese incandescenti dall’esposizione al sole, risuonano quando la temperatura del metallo si abbassa, restituendo quelle che Presti ama definire “sonorità cosmiche, vibrazioni di Conoscenza”.

Il centro della Piramide si completa con delle antiche pietre “ferrose”, corrose dal mare prima che le acque si ritirassero dall’altura, ritrovate durante gli scavi di sbancamento e ricomposte per la realizzazione della spirale all’interno dell’opera.

 

SCHEDA TECNICA DELLA PIRAMIDE di MAURO STACCIOLI

Altezza al vertice: mt 30 – larghezza base triangoli: mt 22

Materiali: calcestruzzo (base) – acciaio corten

Progettista: architetto Angelo Pettineo

 

Per informazioni: www.librino.org