Tra filosofia e religione: in India alla scoperta dello yoga e dei templi sacri

Vivace, intenso, pieno di colori e sensorialmente stimolante. Questo paese dalle mille sfaccettature è dove dovete andare se volete vivere appieno un’esperienza non solo turistica, ma anche di introspezione personale. L’India è pronta a stupirvi, tra templi, luoghi di culto, monumenti, grandi città e distretti più piccoli vi perderete in un mix di storia, cultura orientale e tradizioni che solo questo paese sa offrire.

L’India è da sempre in grado di compiere una magia sotto gli occhi attoniti del viaggiatore, una magia che lo costringe a tornare più e più volte, nel vano tentativo di esaurirne la conoscenza. Non a caso è il paese dai mille volti, quello della calda accoglienza, della civiltà millenaria, della storia dell’uomo, dei colori, del ritmo, dello yoga. C’è una terra nell’India del Nord, detta il “luogo dei saggi”, che rappresenta una meta perfetta per chi vuole praticare lo yoga o approfondirne la conoscenza, immergendosi nella contemplazione e nel rilassamento della mente. Non a caso questo luogo è conosciuto anche come la “capitale mondiale dello Yoga”. Rishikesh è il luogo ideale per tutti coloro che siano alla ricerca della pace della mente e di una naturale connessione con la propria sfera spirituale. Il 21 giugno è un giorno sacro in India, dal 2014 infatti il solstizio d’estate è diventato, per volere delle Nazioni Unite, giornata mondiale dello Yoga. In questa occasione decine di migliaia di persone si radunano per praticare il pubblico questa disciplina esportata (più nella pratica che nella filosofia) in tutto il mondo negli ultimi decenni.

Accanto alla sacralità di una filosofia millenaria qual è quella dello yoga troviamo la maestosità dei monumenti e dell’arte indiana. Per vivere appieno la sfera religiosa di una terra quasi mistica dovete dirigervi nell’India del Sud. Quasi tutto il territorio sembra un mosaico di templi, edifici e colori; strutture sacre e antichissime che caratterizzano un territorio unico nel mondo. Tamil Nadu, conosciuta anche come “la città del nettare, offre ai turisti il Tempio di Meenakshi: una straordinaria opera architettonica composta da molteplici edifici, la maggior parte dei quali costruiti tra il XII e il XVIII secolo: due santuari, 12 gopuram (ovvero le torri monumentali che decorano l’ingresso di un tempio) e centinaia di mandapams, corridoi con colonne riccamente decorati con sculture e dipinti. Chi ha già visitato questo luogo già lo saprà, gli altri potranno scoprirlo in prima persona: è la sala delle 1000 Mandapam a lasciare un ricordo indelebile nel cuore del visitatore. È la parte più famosa del Tempio, in cui si contano mille colonne scolpite, ciascuna delle quali è un bell’esempio dell’arte dravidica.

Decisamente meno antico ma non per questo dalla minore iconicità è il Tempio del loto situato a Delhi. In onore del fiore sacro per gli indiani questo edificio è stato progettato da Fariborz Sahba, architetto iraniano-canadese e completato nel 1986. Ha l’aspetto del bocciolo di un fiore di loto formato da ventisette “petali” marmorei, poggianti su nove aperture. Una costruzione dall’architettura unica, dai giardini curatissimi e dal design che si ispira chiaramente al loto, simbolo di pace e di armonia tra le persone. Il tempio arriva ad ospitare circa 10.000 persone al giorno e al suo interno contiene la “sala della preghiera”, luogo in cui si riuniscono i fedeli di varie religioni, incluso il buddismo e l’induismo. Nel pieno rispetto delle norme della fede Bahá’í, il tempio è del tutto privo di pitture, immagini o statue di qualunque tipo.