EICMA: Il rombo che scuote Milano. L’intervista al Presidente Andrea Dell’Orto

Presidente, EICMA è una delle più importanti fiere del settore a livello internazionale. Come si fa, di anno in anno, a mantenere alto il livello di questa manifestazione?

EICMA è il più grande contenitore di passione al mondo: si rivolge agli amanti delle due ruote, ma è anche uno strumento flessibile a servizio delle imprese e come tale è riuscito a cambiare ed evolvere insieme alle loro crescenti esigenze. Nel tempo abbiamo offerto agli operatori e agli appassionati un’esperienza di visita sempre più completa, innovativa e coinvolgente, abbiamo saputo spingerci oltre i prodotti, coinvolgendo un pubblico più trasversale e regalando alle due ruote un nuovo protagonismo come modello di mobilità sostenibile ed intelligente.

In cosa vi sentite differenti dalle altre fiere di settore?

Probabilmente nel fatto che EICMA è un evento espositivo imperdibile e non una semplice fiera. EICMA è un luogo di opportunità, un incubatore in grado di anticipare tendenze ed interpretare nuovi trend, dove convivono la massima espressione del design, dell’artigianalità, dell’innovazione e dell’industria 4.0. E poi, come dicevo, è a servizio dell’industria delle due ruote e il rapporto con il mondo produttivo di riferimento è un elemento vincente.

Il mercato delle moto quanto è distante da quello automobilistico? È una rincorsa che ha recuperato margine?

Il nostro è per certi versi un settore in controtendenza rispetto a molti altri. Dal mercato stanno arrivando segnali incoraggianti, tutti i numeri che riguardano i veicoli a due ruote, tranne i cosiddetti “cinquantini”, hanno iniziato ad avere il segno più davanti. Dal picco negativo del 2013, oggi assistiamo infatti ad un recupero di volumi di vendita vicino al 40%. Le due ruote non rincorrono l’auto, ma è interessante considerare che, rispetto al passato, oggi oltre ad essere sinonimo di passione rappresentano anche un modello di mobilità sostenibile, soprattutto per le nostre città. E questo è un aspetto su cui stiamo investendo molto.

Il fatto che, da qualche anno, si possano noleggiare a lungo termine anche le due ruote, rappresenta un incentivo importante per quanto riguarda il mercato motociclistico?

Certamente, è la conferma di quanto le dicevo poc’anzi. Questa formula di utilizzo a termine rappresenta poi una soluzione che anche noi guardiamo con interesse, perché è effettivamente un’opportunità in più per diffondere l’utilizzo e la cultura delle due ruote.

Ci parla invece del rapporto che EICMA condivide con la città di Milano? Ormai sembra un binomio indissolubile…

Lo è, Milano è oggi una delle città più attrattive e noi vogliamo continuare a valorizzare questo legame, andando oltre la moto e oltre i padiglioni espositivi per contaminare sempre di più anche la città.

EICMA è anche lo specchio dell’imprenditoria italiana delle due ruote. In questo momento marchi come Ducati, MV Agusta, Piaggio, che ruolo ricoprono nel mercato? Sono loro i primi esponenti dell’italianità all’estero?

Quelli che lei cita sono sicuramente marchi molto significativi. L’industria italiana è protagonista del mercato, perché continua a rappresentare un’eccellenza per il design, la qualità e la riconoscibilità di prodotti Made in Italy. Ma è anche l’intera filiera dell’industria legata alla motocicletta, quella dei componenti, dell’abbigliamento, così come per quella delle biciclette, a raccontare storie di eccellenza.

EICMA ha oltre 100 anni di storia. Inevitabilmente è anche uno specchio della società e della sua evoluzione. Ma come vede EICMA tra qualche anno, quali possono essere gli sviluppi futuri di questa kermesse?

Milano e l’Italia a novembre diventano realmente la capitale mondiale delle due ruote e per questo credo che sia necessario valorizzare e ottimizzare questa prospettiva, perché le imprese italiane possano cogliere sempre più le potenzialità e il vantaggio competitivo derivanti dall’internazionalizzazione e dalla visibilità unica offerta da EICMA. Il Salone di domani lo vedo quindi sempre più internazionale e in grado di coinvolgere la città e di anticipare le tendenze.

È forse la passione della gente a essere rimasta immutata in quasi un secolo di storia…

Dal 1914, prima edizione del Salone, ad oggi abbiamo visto il progresso nell’industria delle due ruote, abbiamo subito profondi mutamenti sociali ed economici che si sono succeduti in oltre cento anni di storia, ma la passione per le due ruote è sempre la stessa. Anzi, se possibile, è anche cresciuta.