C’era una volta Oxford, quando la realtà supera la finzione

Città universitaria per antonomasia, Oxford è una vera meraviglia del Regno di Sua Maestà. Si respira cultura ad ogni angolo, una cultura intesa a 360°, dalla letteratura alle scienze, dall’archeologia allo sport. E non potrebbe essere altrimenti considerando che ospita la più antica università della Gran Bretagna, divenuta celebre per aver sfornato moltissimi premi Nobel ma anche grazie alle innumerevoli citazioni letterarie e cinematografiche.

Nell’immaginario collettivo, Oxford è diventata quasi un posto di fantasia, più che una città reale. Un’ambientazione da sogno, più che un luogo fisico. Ebbene, sarà per le sue architetture gotiche, fatte di guglie e archi a tutto sesto, per le casette color pastello intervallate armonicamente da qualche edificio in stile tudor, o per l’edera che cresce abbondante ricoprendo intere pareti, ma la realtà ad Oxford supera nettamente l’immaginazione! È davvero una città magica, incantata, senza tempo, e proprio per questo si presta ad accogliere le fantasie di registi e scrittori.

 

Hertfort Bridge

L’ultima penna britannica che ha trovato in Oxford il set adatto per la propria storia, insieme agli scenografi che hanno collaborato alla trasposizione cinematografica dei suoi libri, è stata quella di J. K. Rowling. A chi è cresciuto a “pane e Harry Potter“, molti scorci della città sembreranno subito familiari, come il tanto elegante quanto fotogenico Hertfort Bridge. Quest’ultimo collega la parte vecchia con la nuova dell’omonimo college ed è uno dei luoghi più caratteristici della città. Erroneamente è stato ribattezzato Bridge of Sighs come il celebre ponte dei Sospiri a Venezia, eppure è evidente, almeno per noi italiani, la somiglianza con un altro capolavoro architettonico della Serenissima, ovvero il ponte di Rialto.

Nell’episodio “Harry Potter e il calice di fuoco” è ben riconoscibile il New College alle spalle del ponte e, in particolar modo, il suo cortile, nella scena in cui Draco Malfoy sbeffeggia Harry, seduto in cima a quell’albero di quercia visibile sul fondo della foto qui sopra. Tra le altre location non si possono poi non citare il Christ Church College, che ha ispirato la Sala Grande di Hogwarts, il chiostro e la scalinata apparsa in “Harry Potter e la pietra filosofale”, e la Bodleian Library.

Christ Church College

Si tratta di una delle più antiche biblioteche pubbliche non solo d’Inghilterra ma del mondo, nella quale si conserva, ad esempio, una delle pochissime copie complete della Bibbia di Gutenberg. L’ingresso principale è ben marcato dalla Torre dei Cinque Ordini, il cui nome deriva appunto dalla sovrapposizione dei cinque diversi ordini classici delle colonne: tuscanico, dorico, ionico, corinzio e composito. Nel complesso è formata da 5 edifici e tra questi spicca l’iconica Radcliffe Camera, un bell’esempio di stile palladiano inglese.

Il punto d’osservazione migliore per ammirarla in tutto il suo splendore, oltre che per godere di una vista sconfinata sui tetti della città, è dalla dirimpettaia St Mary’s Church Tower.

Radcliffe camera

La sua struttura circolare ricorda il tempio di Sauron nel “Signore degli anelli“, a detta dello stesso autore J.R.R. Tolkien, il quale insegnò lingua e letteratura inglese proprio al Merton College e probabilmente trasportò nell’opera ciò che aveva visto coi suoi occhi. A questo si potrebbe aggiungere che nel medesimo periodo, ad Oxford, vi era anche C. S. Lewis, prima come studente, poi come professore e autore – tra le altre cose – de “Le cronache di Narnia”. Sarà forse una coincidenza? Difficile da credere.

Di recente comunque la Radcliffe Camera è apparsa anche nel film “La bussola d’oro” diretto da Chris Weitz e nei videogames “Civilization IV” e “Civilization Revolution”.

L’opera che tuttavia affonda più di ogni altra le sue radici ad Oxford è quel capolavoro indiscusso de “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” del genio Lewis Carroll. Il sopracitato Christ Church College e la Bodleian Library tornano così ad essere protagonisti. Molti dei personaggi e degli scenari indimenticabili di quella che è molto più di una storia per bambini sono stati ispirati da luoghi e dettagli reali della città: ecco allora che lo Stregatto e il Dodo (presente nel libro ma non nel film) nascono dalle piccole statue che adornano la cornice della biblioteca, mentre il giardino del college, con tanto di porticina minuscola nascosta tra le aiuole, non è altro che il prato in cui hanno inizio le avventure di Alice inseguendo il Bianconiglio. E si potrebbe proseguire all’infinito…

Messi da parte questi riferimenti letterari e cinematografici, in città resta ancora moltissimo altro da vedere: innanzitutto l’Ashmolean Museum, lo Sheldonian Theatre, la Carfax Tower e infine il Castello.

Testo e foto di Viaggiatrice Indipendente