Isole Vergini: alla scoperta della natura che ridisegna se stessa

The British Virgin Islands Tourist Board (BVITB) e la BVI Scuba Organization (BVISO) annunciano la graduale riapertura dei centri diving operativi alle Isole Vergini Britanniche. Negli ultimi mesi, gli operatori locali hanno raccolto informazioni e dati che rassicurano sullo stato dei meravigliosi fondali delle BVI, i quali, dopo essere stati leggermente rimodellati dal passaggio degli uragani Irma e Maria, offrono oggi nuove opportunità di esplorazione ed eccitanti avventure subacquee.

Siamo nuovamente operativi” è il mantra che viene ripetuto dagli operatori diving delle BVI a seguito dei test effettuati su fondali, barriera corallina e fauna marina nei mesi successivi al passaggio degli uragani che hanno colpito le BVI a settembre. Gli esiti di tali esami sono risultati estremamente positivi e rassicuranti: il team della compagnia Blue Water Divers ha infatti comunicato che, nonostante i danni riportati da alcuni siti, la vita marina è ancora brulicante. Mante, tartarughe, squali, aragoste, granchi e molte altre specie attendono solo di essere osservati dagli appassionati di immersioni.

In aggiunta a questi incoraggianti risultati, l’ente del turismo e gli operatori sono lieti di comunicare che la forza della natura ha avuto addirittura un impatto positivo sui già spettacolari fondali delle BVI: leggermente rimodellati, essi offrono oggi esperienze subacquee inedite anche a chi conosce
perfettamente questi straordinari territori sottomarini.
Alcuni popolari siti come The Indians, Dead Chest e Ginger Steps hanno subito danni minimi o addirittura nessun danno, mentre si è verificato un leggero spostamento di sede di alcuni tra i relitti più visitati. Ad esempio, il relitto Beata, una delle tre navi che formano il celebre Wreck Alley (Vicolo dei Relitti), ha subito uno slittamento che l’ha portato ad avvicinarsi ulteriormente alla barriera corallina, attraendo così bellissimi pesci variopinti.

Inabissata al largo dell’isola di Virgin Gorda, la Kodiak Queen, una delle cinque imbarcazioni da guerra scampate all’attacco di Pearl Harbor, non si è spostata dalla sua posizione ma ha perso parte del rivestimento a rete metallica che dava forma all’opera artistica “The Kraken”.
Trasformata dal Project YOKO B.V.I. Art Reef in installazione d’arte sommersa e barriera artificiale per la proliferazione di flora e fauna marine a rischio di estinzione, la Kodiak Queen è entrata a far parte dell’incredibile collezione di relitti delle BVI. Un progetto unico nel suo genere che unisce incredibili esperienze di wreck diving, nuove forme di espressione artistica e tutela dell’ecosistema marino, in un unico sito diving.

Per ulteriori informazioni sulle BVI, visitare il sito www.bvitourism.it