Lo sviluppo sostenibile corre con Flixbus

Flixbus rappresenta un nuovo modello di business e di mobilità vincente: spopola in Europa e piace moltissimo anche agli utenti italiani. Purtroppo nel nostro paese l’azienda è incappata in una serie di ostacoli burocratici di un certo peso, come l’ormai noto “emendamento anti-Flixbus”, che potrebbe impedire uno sviluppo organico e sostenibile e lasciare l’Italia parecchio indietro rispetto al resto d’Europa in tema di trasporti e modelli organizzativi.

Il modello di business di Flixbus nasce in Germania e si sta diffondendo rapidamente in tutta Europa: qual è il segreto per garantire un trasporto pienamente sostenibile, confortevole e a misura di passeggero?
La forza di FlixBus sta proprio nel suo modello organizzativo, che ha consentito all’azienda di poter operare su scala europea in pochissimi anni. Grazie alla collaborazione tra FlixBus e una rete di aziende di autobus del territorio – in Italia circa una cinquantina – FlixBus ha infatti potuto creare in pochissimo tempo una rete capillare ed efficiente, offrendo al contempo un servizio uniforme, con standard di qualità elevatissimi e un apporto tecnologico che consente di effettuare le migliori strategie di prezzo garantendo un alto tasso di riempimento dei nostri mezzi. Inoltre, FlixBus si distingue da sempre per l’attenzione alla sostenibilità del viaggio: in fase di acquisto del biglietto, il passeggero può infatti scegliere di viaggiare a impatto zero, investendo una piccolissima somma (un importo di pochi centesimi, variabile in base alla lunghezza del viaggio) finalizzata a compensare le emissioni di CO2 prodotte durante il viaggio.

In Italia il percorso di Flixbus si sta dimostrando parecchio accidentato, soprattutto in virtù dell’ormai famoso “emendamento anti Flixbus”: quali sono le criticità maggiori riscontrate nel nostro paese e in che modo ritenete possibile superarle?
In Italia sta accadendo qualcosa di molto grave, che non si limita ad arrecare danno a una sola azienda, ma all’intero sistema Paese: si sta pregiudicando la certezza del diritto, con l’inserimento di emendamenti contra aziendam, apertamente volti a impedire ad un operatore l’accesso al mercato. Chiediamo e ci auguriamo che si intervenga a correggere l’errore quanto prima, e che il Governo si faccia garante dei principi di trasparenza che dovrebbero guidare qualsiasi intervento normativo, affinché blitz come questo non possano più rappresentare un metodo legittimo per un cambio di regole in corsa che lede scientificamente gli interessi di un’azienda, oltre che il diritto dei passeggeri ad ottenere il miglior servizio possibile.

Qual è il profilo del passeggero che sceglie di viaggiare con Flixbus?
Il nostro pubblico è molto variegato, ma sono certamente i più giovani il nostro target d’elezione, soprattutto lavoratori o studenti fuori sede: in parte perché sono tradizionalmente più aperti al cambio culturale, in parte perché il nostro servizio si rivolge a chi tendenzialmente ha una maggiore disponibilità di tempo a fronte di una minore disponibilità economica. Ma FlixBus ha creato nuova mobilità a tutti gli effetti, consentendo alle persone, grazie alle sue tariffe convenienti, di viaggiare più spesso, che sia per piacere, per ricongiungersi con i propri cari o ancora, nel caso di chi studia o lavora fuori sede, per tornare a casa più spesso.

In che modo Flixbus si rapporta con le aziende affiliate e opera per garantire il mantenimento degli standard qualitativi e di sicurezza?
Qualità e sicurezza sono le nostre priorità, e affinché siano sempre garantite abbiamo creato un dipartimento dedicato esclusivamente alla gestione delle aziende partner a 360 gradi. Dal monitoraggio della qualità attraverso survey presso utenti e autisti alle attività di mistery client con sopralluoghi in incognito, dall’organizzazione di sessioni di formazione dedicate agli autisti agli incontri periodici con le aziende partner per visionare i report, misurare i risultati e comprendere quali siano le aree di miglioramento e come si possa intervenire: è innanzitutto nel nostro interesse che le aziende partner operino il servizio garantendo a noi e ai nostri passeggeri le migliori condizioni di sicurezza, e per questo chiediamo che si adeguino a standard persino più stringenti di quanto previsto dalla legge. Inoltre, tengo a precisare che le nostre aziende partner sono tutte aziende di trasporto eccellenti, che operano da decenni nel settore e sono state selezionate secondo criteri rigidissimi.

Quanto conta investire in innovazione per un’azienda come la vostra?
Mettere il passeggero al centro significa anche continuare ad investire per garantirgli la miglior qualità di servizio possibile, e in questo la tecnologia e l’innovazione rivestono un ruolo fondamentale. Con un team IT continuamente all’opera per offrire agli utenti la miglior esperienza di viaggio, FlixBus in pochissimo tempo è riuscita a innalzare gli standard qualitativi dell’intero settore, a beneficio dell’utente. La continua sperimentazione e ottimizzazione dei canali di comunicazione e acquisto, l’implementazione di sistemi di notifica al passeggero per informarlo su eventuali ritardi in tempo reale, e poi servizi aggiuntivi quali la possibilità di geolocalizzare le fermate, hanno contribuito a rendere il trasporto in autobus una scelta all’avanguardia anche per il servizio, non solo per il prezzo.

Flixbus ha creato una nuova mobilità e un nuovo mercato: che tipo di evoluzione immagina per il futuro, anche in relazione alle sinergie con altri segmenti legati al turismo e all’accoglienza?
FlixBus per il momento è focalizzata sul proprio core business e sull’obiettivo di creare una rete capillare in tutto il paese, per offrire la migliore soluzione di mobilità per tutte le tasche. Siamo partiti connettendo tra loro le grandi città ma abbiamo intenzione di collegare capillarmente l’intero paese, consentendo anche a chi vive nelle citta minori, in genere meno servite dai servizi di trasporto collettivo, di usufruire della nostra offerta di mobilità. Le altre sfide che ci aspettano nei prossimi mesi e anni riguardano principalmente due aree: l’intermodalità, che deve essere garantita per offrire un’esperienza di viaggio che risponda alle esigenze del cittadino di arrivare da A a B senza gap infrastrutturali, e la qualità e ubicazione delle autostazioni, che troppo spesso versano in uno stato di abbandono e sono collocate in aree isolate e poco strategiche per il passeggero che le deve raggiungere.