Familiare, turbo, ibrida: rivoluzione in casa Lamborghini

Anche per chi non ama questo genere di auto sarà impossibile resistere allo sguardo del primo SUV di casa Lamborghini. L’attesissima Urus è un progetto in realtà già presentato al Salone di Pechino nel 2012, destinato ad entrare nel mercato entro il prossimo anno.

2017-Lamborghini-Urus-09Il nuovo SUV monta sotto il cofano un motore bi-turbo da 650 CV, scelta sportiva accompagnata dalla possibile alternativa di una versione plug-in hybrid per contenere i consumi: Urus potrebbe quindi, con questa motorizzazione, far registrare il più basso valore d’emissioni di CO2 della sua categoria.

Maurizio Reggiani, responsabile ricerca e sviluppo Lamborghini, in un’intervista rilasciata ad Autocar ha motivato la scelta della sovralimentazione per via della coppia necessaria per gestire la massa della Urus.

L’auto solo in apparenza si presenta lontana dalle tradizioni Lambo, infatti, nonostante le caratteristiche da vettura di famiglia, ha un design che riprende in buona parte le linee della supercar Aventador, specialmente il muso; gli spigoli marcati, le voluminose prese d’aria, l’assetto riabbassato e i cerchi da 24 pollici in alluminio forgiato con disegno a doppia razza la rendono una inconfondibile e pura Lamborghini.

Verità che trova conferma nell’attenzione dei materiali. Lamborghini infatti per limitare il peso ha fatto largo uso della fibra di carbonio, volto a migliorare le performance; in materia di guidabilità contribuiscono il baricentro basso e l’aerodinamica adattiva: lo spoiler anteriore è regolabile in altezza, offrendo un ottimo angolo di dosso e buone capacità di superare ostacoli quando è sollevato e favorendo, invece, nella posizione più bassa stabilità ad alte velocità. Il bordo superiore del lunotto è, inoltre, dotato di un deflettore che convoglia in modo mirato il flusso d’aria allo spoiler posteriore.

Il nuovo SUV ha un vano di carico variabile, altezza da terra regolabile e sistema di trazione integrale permanente, misura 4,99 metri di lunghezza, 1,99 di larghezza, mentre l’altezza è contenuta entro 1,66 metri; dimensioni e caratteristiche che la posizioneranno sul mercato degli altri SUV di lusso, come Porsche Cayenne, Audi Q7, Bentley EX9 e Mercedes Gle.

66630150Secondo la casa, l’utilizzo di materiali compositi ha permesso di creare degli interni capaci di essere di grande impatto visivo e al contempo risultare funzionali. I sedili sportivi ed avvolgenti sono stati realizzati in fibra di carbonio, rifiniti con imbottiture anatomiche. Intorno al volante sono posizionate le levette per il cambio a doppia frizione, mentre le altre funzioni vengono comandate tramite pulsanti al volante o sulla console centrale. L’Urus dispone, inoltre, di uno schermo touchscreen posto nella console centrale e un ulteriore schermo è disponibile per i passeggeri posteriori.

Il nuovo SUV sarà in vendita in Europa nel secondo trimestre del 2018 ad un prezzo di poco inferiore ai 200.000 euro; nel 2019 sarà l’ora della variante ibrida. Nel 2018 saranno costruite 1.000 Urus e nel 2019 si arriverà a pieno regime con la produzione di 3.500 unità all’anno.

Foto Automobili Lamborghini esterno fabbrica dopo la ristrutturazione dell'ingresso storico 06-2013 foto Guizzardi Umberto
foto Guizzardi Umberto

La grande attenzione che Lamborghini sta ponendo su questa vettura è riscontrabile nel piano di ampliamento del sito produttivo di Sant’Agata Bolognese. La casa automobilistica ha annunciato la realizzazione di uno stabilimento di verniciatura, che verrà costruito entro la fine del 2018 e sarà dedicato alla verniciatura delle scocche del SUV Urus. Il reparto di verniciatura si estenderà per un totale di oltre 10.000 mq, andando ad incrementare la metratura del sito produttivo di Sant’Agata che da 150.000 mq arriverà a 160.000 mq.

Dunque dopo un lungo periodo positivo, segnato dal record di vendite nel primo semestre del 2016 -con 2.013 auto consegnate- ed un’intensa preparazione strategica in vista di una crescita ulteriore, Lamborghini si mantiene ottimista anche per il futuro.

Stefano Valentini