Tess Asplund: la lotta ai neonazisti d'Europa passa dal web

Borlänge, Svezia centrale. Il Movimento di resistenza nordica (Nordiska motståndsrörelsen) sfila nella sua personalissima marcia del Primo maggio: 300 neonazisti in uniforme percorrono le strade di questa località sciistica in cui vivono 40.000 anime. Ma una non ce l’ha fatta ad assistere in silenzio allo spettacolo dell’ignoranza che, ancora una volta, trova in Svezia il suo palcoscenico ideale.Pugno alzato, sguardo fiero, immobile e solida come Tommie Smith e John Carlos in quel lontano ottobre del 1968, Tess Asplund sfida la testa del corteo. «Ho agito d’istinto – ha, poi, raccontato -. Ero così arrabbiata che sono scesa in strada e mi sono messa di fronte a loro. Pensavo: no, il fascismo non può marciare qui, non va bene, non è giusto. Volevo fermare il corteo». Non ci è riuscita, visto che, poco dopo è stata sollevata di peso e fatta sgombrare dalla polizia, ma lo scatto realizzato dal fotografo David Lagerlöf ha fatto il giro del mondo e sebbene il suo gesto non abbia, sul momento, mosso la solidarietà e la partecipazione dei suoi concittadini, ha ottenuto una risonanza mediatica immediata e insperata. Resta una questione aperta: quante altre Tess serviranno prima che la Svezia, un paese in cui i Democratici (il partito anti-immigrati per eccellenza) mantengono il 20 per cento delle preferenze di voto, torni sui passi della civiltà?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *