Al via la III edizione del Festival Fuga dalla danza

Archiviata la festa dei 60 anni con un libro che ripercorre i dodici lustri di esistenza, l’Accademia di danza riparte con «Fuga dalla Danza» il 17 gennaio con il direttore dell’Accademia Margherita Parrilla promotrice dell’intero progetto e Maria Morini all’organizzazione.

Una ripresa leggera, effervescente, in punta di piedi. Un ricco cartellone di appuntamenti, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, coordinati e condotti da Rossella Battisti, Nico Garrone e Gabriella Bove. Appuntamento sotto le volte del Teatrino Ruskaja, che per la terza volta accoglie l’evento di sabato in sabato, dal 17 gennaio fino al 29 aprile, sempre alle 18 e sempre a ingresso libero.

C’è per tutti gusti e tutte le esigenze: presentazioni di libri, interviste con maestri della scena, dimostrazioni dal vivo e performance eseguite dagli allievi. Modi diversi per animare gli incontri che confermano l’«anima parallela» dell’Accademia nel diffondere la cultura di danza e creare un pubblico per i suoi futuri danzatori. L’esordio sabato 17 gennaio con la parabola di Vaslav Nizinskij, il ballerino e coreografo mito del Novecento, dalla carriera breve e folgorante. Ospite della serata Sergio Trombetta, giornalista e critico di danza che all’artista russo ha dedicato il suo ultimo libro (edizioni Epos), ripercorrendo le tappe della sua carriera e mettendo in luce la preziosa eredità coreografica. La serata si concluderà con Ne bouge pas, coregrafia che Oretta Bizzarri ha creato ispirandosi all’Aprés-midi d’un faune di Nizinskij.

Fino al 29 aprile, poi, sarà un susseguirsi di eventi ed incontri imperdibili.

 

In Storie di Danza vi saranno racconti e personaggi che di quest’arte vivono davvero. Così Roberto Castello (24 gennaio) ci parla della sua lunga avventura, da Carolyn Carlson alla nascita dei Sosta Palmizi, poi la carriera da «single» e oggi l’approdo a un nuovo progetto di produzione e creazione che sta iniziando a Lucca. Leonetta Bentivoglio (14 febbraio) sarà in Accademia per presentare il suo ultimo libro «Pina Bausch. Vieni, balla con me» realizzato assieme alle foto di Francesco Carbone che da anni segue la Bausch con monacale devozione: oltre cento immagini a colori e in bianco e nero affrescano la storia intensa e commovente dell’icona del teatrodanza. Ospiti della serata anche due suoi interpreti: Cristiana Morganti e Kenji Takaji. Antidivo per il suo carattere riservato, ma danzatore dal passo vellutato e dall’eleganza inconfondibile, Alessandro Molin (28 febbraio) illustrarerà le tappe della sua carriera di étoile internazionale: dalle sue partnership illustri - Terabust e Fracci, per citarne un paio - all’ultimo ruolo creato su misura per lui da Renato Zanella al Teatro dell’Opera di Roma nei panni di Peer Gynt. Una tradizione curiosa, ritrovata tra le pieghe della storia ci viene narrata da un collezionista appassionato come Claude Lebet (18 aprile), che ha raccolto negli anni una serie preziosa di pochettes du Maitre à danser, strumenti portatili con i quali gli insegnanti accompagnavano le lezioni di danza. Alla conferenza è abbinata la mostra di alcune pochettes e un esempio dal vivo con le allieve dell’Accademia di danza

 

In Breaking Point si parla dei diversi sentieri incrociati con cui si nutre lo spettacolo dal vivo, danza ma non solo. Particolarmente intenso sarà l’incontro con i ragazzi dell’Associazione Confini (7 febbraio) guidati da Angela Cocozza con le allieve dell’Accademia. I ragazzi, provenienti da condizioni sociali disagiate o difficili, hanno trovato nell’hip hop un linguaggio per esprimere emozioni e immaginare una modalità diversa del vivere. Affiancati dalle giovani «professioniste» dell’Accademia hanno avviato un «Contagio urbano» di cui ci daranno un esempio dal vivo il 7 febbraio in anteprima sullo spettacolo che stanno preparando. Anche la danza classica può fare break: il 7 marzo Fetto, esponente di punta dell’hip hop romano chiamato nientemeno che da Vladimir Derevianko e Massimo Moricone per collaborare alla nascita di «B.B.B», coreografia meticcia fra punte e hip hop per il Maggiodanza.

 

Dal Teatro alla Danza - a cura di Nico Garrone – ci consegna percorsi paralleli tra teatro e danza e così scopriremo che Arturo Cirillo (31 gennaio) ha studiato danza classica mentre Maria Teresa Ludovico del Teatro Kismet (21 febbraio) parlerà del suo ultimo lavoro ispirato alla «Sirenetta» di Andersen.

 

E poi il consueto Crashing Test (21-28 marzo e 4 aprile), cuore pulsante del Festival. Qui crescono e si consolidano le prove di rodaggio dei giovani coreografi che quest’anno verranno affiancati dal vivo anche da altrettanti giovani musicisti dell’Accademia di Musica. Crashing test è una prova su strada, anzi sul palcoscenico, di creazioni che verranno o che forse hanno solo bisogno di una verifica davanti a un pubblico per mettere a punto la loro «tenuta di scena».

 

Ancora il 14 Marzo finale del Premio delle Arti, l’appuntamento consueto e atteso dai giovani talenti di tutte le arti. La manifestazione premia infatti i migliori allievi degli Istituti di formazione, dalla danza alla musica, dal design all’arte figurativa, dall’architettura al video, dal canto all’arte drammatica. Qui al Teatro Ruskaja prima della serata di gala di si potrà assistere alla finalissima e conoscere il vincitore di quest’anno per le tre sezioni danza: categoria interpreti di danza classica e di danza moderna e categoria di composizione coreografica.

 

La chiusura quest’anno cade proprio nella Giornata Internazionale della Danza il 29 aprile. Istituita nel 1983 dall’International Dance Council-Unesco e dall’International Theatre–Unesco, è nata per festeggiare la danza nel mondo. La data è stata scelta in onore del grande innovatore del balletto Jean-Georges Noverre, nato il 29 aprile 1727. L’obiettivo è quello di promuovere e diffondere i valori universali della danza attraverso incontri, performance, riflessioni sull’arte di Tersicore.

 

W.A.